Guardando la Madonna con il Bambino del Mantegna ci si chiede che mamma mi sento? Attraversando la Galleria degli orologi viene spontaneo soffermarsi sul senso del tempo, prima e dopo la gravidanza. E davanti alla Madonna del libro di Botticelli non si può non condividere con un sospiro quanto è diventato difficile leggere un libro senza essere continuamente interrotta.
I pensieri che affollano la mente delle neo mamme e dei neo papà sono tanti e l’arte può essere il pretesto per condividerli assieme a ricordi, opinioni ed emozioni sulla genitorialità e sull’accudimento del piccoli. Ne sono convinti al Poldi Pezzoli di Milano, la Casa Museo di Milano che in collaborazione con il Punto Nascita di Humanitas San Pio X ha promosso per i neo genitori il percorso L’arte di nascere e crescere insieme. «Le donne sono il 75% dei visitatori del nostro museo – dice la direttrice Alessandra Quarto – per questo abbiamo pensato di offrire loro un’occasione di “tempo di qualità”».

Dall’allattamento alla salute psicofisica del pre e post parto, il percorso ha toccato temi come Essere e sentirsi genitori, oltre tabù e pregiudizi a Come faccio a fare tutto? passando per Chi è questa donna? Ed io che mamma sono? e Il senso del tempo, prima e dopo la gravidanza. «Grazie a Humanitas sono stati sempre presenti anche un neonatologo e una psicologa, oltre alla responsabile dei servizi educativi del museo – racconta la direttrice – in totale hanno partecipato 90 mamme e una decina di papà, che hanno usufruito del congedo parentale».
Per la direttrice, l’arte è un presupposto. Un presupposto per incontrarsi, per ammirare la bellezza, per lasciarsi interrogare. «L’esperienza è stata molto apprezzata sia per la visita in sè sia per la possibilità di fermarsi a parlare con altri, a conferma che il linguaggio della cultura può diventare un elemento importante anche per avvicinare fra loro le persone».
Gli incontri, cinque da gennaio a giugno, a partecipazione gratuita, hanno previsto la sosta davanti ad alcune opere d’arte e la possibilità di muoversi liberamente fra le sale, allattando e cullando i piccoli. «Ho apprezzato la serenità con cui le mamme condividevano le proprie paure. Ricordo una donna che raccontava come da un lato avesse voglia di ricominciare a lavorare, e dall’altro sentisse la paura di allontanarsi dal figlio». Dai neo genitori feedback positivi: tutti si sono sentiti accolti. «Questo per noi è molto importante – chiude la direttrice – Siamo una casa museo, ci rende felici far sì che le visitatrici e i visitatori possano vivere gli spazi in libertà, come a casa. A settembre si riparte: nessuno deve mai sentirsi inadeguato a visitare un museo».