San Germano fu vescovo di Capua dal 519 al 540-541. Amico di S. Benedetto, fu inviato da papa Ormisda (514-523) a Costantinopoli per porre fine ad uno scisma che due precedenti legazioni pontificie non erano riuscite a comporre. A capo di questa terza ambasceria fu posto Germano, e questo dimostra la stima che si aveva della sua dottrina, saggezza e virtù. Le lettere dei vari personaggi di questa vicenda ci consentono di ricostruire abbastanza bene l’evento. A Costantinopoli i legati furono bene accolti. Successivamente, ricevuti in udienza dall’imperatore Giustino, gli lessero il famoso libellus di Ormisda, e i vescovi presenti convennero che non c’era nulla da obiettare. Allora anche il patriarca Giovanni accettò la formula del papa e così cessò lo scisma. I legati pontifici rimasero a Bisanzio più di un anno per consolidare i risultati della conciliazione anche nelle altre Chiese e per dissipare contrasti e difficoltà causati da alcuni monaci irrequieti, poi fecero ritorno a Roma. Di S. Germano ha parlato molto anche S. Gregorio Magno, che tra l’altro riferisce l’episodio di una mirabile visione di S. Benedetto al quale, mentre stava in contemplazione a Montecassino, fu mostrata l’anima di Germano che saliva in cielo trasportata dagli angeli. Benedetto mandò subito persone fidate a Capua e ricevette la conferma che, nel momento stesso della sua visione, Germano era serenamente spirato. Il santo vescovo fu sepolto in Capua Vetere nella chiesa maggiore di S. Stefano e traslato poi nella cattedrale quando fu costruita la nuova città. Nell’866 l’imperatore Ludovico II dimorò per circa un anno a Capua e quando partì portò con sé i resti mortali di S. Germano, lasciandone poi una parte nel villaggio fondato dall’abate Bertario ai piedi di Montecassino, che prese il nome di S. Germano mantenendolo fino al 1863 quando lo mutò in quello più antico di Cassino.
San Germano di Capua
San Germano di Capua
29 ottobre 2025 • 23:00



