Nasce ad Aix-en-Provence da famiglia nobile il 2 agosto 1782, ma allo scoppio della Rivoluzione francese, i Mazenod sono costretti a fuggire in Italia (prima a Torino, poi a Venezia, Napoli e Palermo). Tornato in patria nel 1802, dopo aver superato una crisi religiosa, Eugenio nel 1808 entra a Parigi nel seminario di S. Sulpizio, ricevendo poi l’ordinazione sacerdotale ad Amiens nel 1811. Ad Aix si dedica alla predicazione insieme ad alcuni sacerdoti che condividono la sua scelta, percorrendo le campagne scristianizzate dalla Rivoluzione, e con essi fonda la Società dei Missionari di Provenza, che nel 1826 dopo l’approvazione di Leone XII assumeranno la denominazione di Oblati di Maria Immacolata. Nonostante i positivi riscontri ottenuti con la predicazione in campo religioso e morale, il Mazenod si attirò l’ostilità della nobiltà locale e di una parte del clero, che non gli perdonavano la “diserzione” (dall’aristocrazia) a favore dei poveri. Nominato nel 1823 vicario generale di Marsiglia, dove era vescovo un suo zio, nel 1837 ne prese il posto governando la diocesi per 37 anni, non senza scontri con i governi di Parigi – monarchici o repubblicani – e penosi dissensi con sacerdoti che non accettavano la regola di vita comune da lui imposta. Oltre a Nostra Signora della Guardia, il santo curò la costruzione o il restauro di molte chiese e favorì lo stabilirsi di comunità religiose. Il clero diocesano fu la sua preoccupazione maggiore ed egli si adoperò perché esso realizzasse il proprio ideale di sacerdozio basato sulla regolarità, lo zelo e la santità. Egli poi fece di Marsiglia la base di partenza per l’espansione missionaria dei suoi Oblati, che Pio XI chiamerà «gli specialisti delle missioni difficili», inviandoli negli Stati Uniti, in Messico, a Ceylon e in Sudafrica. Il Mazenod morì il 21 maggio 1861. Beatificato da Paolo VI nel 1975, è stato canonizzato da Giovanni Paolo II il 3 dicembre 1995.




