Le parole possono unire, ma anche dividere. A cominciare dalla traduzione della parola Dio. In turco, ma anche in arabo, il termine corretto è Allah. Ma la parola è indigesta ai cristiani più intransigenti perché considerata troppo islamica. Viceversa in Indonesia, per esempio, dove i cristiani vorrebbero utilizzarla, chi lo fa rischia l’arresto o peggio perché i musulmani la considerano loro patrimonio.

Forse anche per questo Leone ha preferito rimanere in silenzio e chiedere soltanto qualche spiegazione sulla moschea di Sultan Hamed, quella nota come moschea blu per le 21.043 piastrelle di ceramica turchese, provenienti dall’antica Nicea, che la decorano.

La moschea, quella blu ha sei minareti, superata in questo solo da quella de La Mecca, è luogo di preghiera, ma soprattutto di istruzione. Subito dopo l’ingresso, grandi pannelli spiegano le basi della fede. A cominciare proprio dalle parole. Il significato di «Corano», che, letteralmente, significa «leggere» o «ciò che viene letto».

Uno dei pannelli all'ingresso della moschea
Uno dei pannelli all'ingresso della moschea
Uno dei pannelli all'ingresso della moschea (@valle)

I giornalisti – e le giornaliste – che hanno seguito la visita (noi compresi) hanno dovuto lasciare le scarpe e, le donne coprirsi il capo. Tuttavia è stata fatta una eccezione consentendo a tutti/e l’ingresso in un’area della moschea dove accedono solo gli uomini.

L'ingresso dove si lasciano le scarpe
L'ingresso dove si lasciano le scarpe

L'ingresso dove si lasciano le scarpe

(@valle)

Il Papa è passato davanti alla “Mihrab”, la nicchia di marmo che indica la direzione della Mecca, dove è contenuta la Sura numero 19 che fa riferimento alla Vergine Maria.

I musulmani infatti riconoscono la Madonna come madre di Gesù e riportano, nel Corano, nella Sura 19 al versetto 19-21, l’annuncio dell’arcangelo Gabriele, «messaggero del Signore», della nascita di un figlio pur senza aver mai «conosciuto uomo».

la \\\"nicchia\\\" di marmo che indica La Mecca
la \\\"nicchia\\\" di marmo che indica La Mecca

la "nicchia" di marmo che indica La Mecca

(@valle)

Per i musulmani, però, Gesù è un profeta e messaggero di Dio. A chi entra in moschea viene spiegato anche come viene considerato Gesù sia dagli ebrei che dai cristiani. In particolare viene detto che «per l’Islam Dio è sempre perfetto. Credere che si è fatto uomo significa affermare che è (o è stato per un certo momento) imperfetto, per esempio «quando era un bambino debole e indifeso, che non poteva sopravvivere senza cibo, acqua e sonno».

Per rendere accessibile la catechesi al più ampio numero di persone, nelle moschee si trovano opuscoli tradotti in diverse lingue. Non solo il confronto con le altre religioni, ma, cosa che sta molto a cuore ai musulmani, il confronto con chi non crede.

Catechesi attraverso gli opuscoli
Catechesi attraverso gli opuscoli

Catechesi attraverso gli opuscoli

(@valle)

La breve visita di papa Leone è stata accompagnata dal grido di una cornacchia e dal via via di un uno dei numerosissimi gatti che popolano Istanbul. A differenza dei cani considerati impuri, il gatto è invece ben accetto anche nei luoghi di preghiera e protetto.

Uno dei gatti presenti in moschea durante la visita del Papa
Uno dei gatti presenti in moschea durante la visita del Papa

Uno dei gatti presenti in moschea durante la visita del Papa

Si narra, ma è una leggenda che si è diffusa anche in occidente, che un gatto fosse vicino a Maria nel momento dell’annuncio e che lei lo avesse accarezzato. Per questo, in particolare sulla testa dei gatti rossi o meticci, spesso si trova, sulla fonte una sorta di «M» come «Maria».

Gatto con rosso con la M visibile
Gatto con rosso con la M visibile

Gatto con rosso con la M visibile

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