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Gianmarco Pozzoli, qui in uno scatto del 2023, è comico e attore
«Ora sto bene, sono felice, e sono tornato, più solido di prima. Non fate l’errore di sottovalutare un malessere mentale. Intervenite il prima possibile. Fatevi aiutare. Per tornare a volervi bene. Fatelo per voi, i vostri figli e i vostri amici». Il comico milanese Gianmarco Pozzoli ha condiviso sui social un video in cui racconta apertamente la grave depressione vissuta qualche mese fa. «Ho deciso di fare questo video sperando di essere utile a qualcuno – esordisce nel video guardando dritto in camera – In meno di un anno ho perso tutto. Il lavoro, un matrimonio, e la Pozzolis Family è ormai solo un ricordo. La depressione mi ha colto di notte e ha cominciato a mangiarmi da dentro».


Un malessere nato dopo la fine del legame sentimentale e professionale con Alice Mangione, con cui aveva costruito una famiglia e il progetto artistico The Pozzolis Family. Il comico racconta di essersi trasferito a Roma, una città amata ma che in quel momento non riusciva nemmeno a vedere. Mesi di totale apatia, durante i quali è diventato «la brutta copia indebolita» anche per i suoi stessi figli. «Ero una foglia morta che rotolava per le strade. Solo il palco mi ridava per qualche ora, un apparente vitalità. Ma fuori da lì, ero vuoto, smarrito, finito». Quindi il ricovero: «Grazie all’insistenza di alcune persone, che mi hanno sostenuto e mi sono state fisicamente vicine, parlo di Sara Novarese di Nido di Ragno, e Marco Rampoldi, mi sono fatto ricoverare al San Raffaele Turro. Lì ho visto da vicino altre persone, che in maniera anche più seria e da molto più tempo, non riuscivano più a sorridere, e a godere della luce del sole, non riconoscevano più il dono della vita. I nostri letti erano le nostre grotte nelle quali rifugiarsi. Alcuni di loro si sono ripresi, altri, continuano la loro battaglia contro la depressione».
Abituati a vederlo sorridere e a ironizzare sulle fatiche e le gioie della quotidianità familiare, questa volta Gianmarco Pozzoli prende in contropiede con un messaggio intimo, doloroso ma anche del solidale con chi attraversa la fatica della malattia mentale, e lucido nel lanciare un appello: «Non perdete tempo. Non sottovalutate un malessere mentale, un'idea che si radica nella vostra mente distruggendo giorno dopo giorno la vostra autostima. Intervenite il prima possibile. Fatevi aiutare per tornare a volervi bene. Vi meritate di essere felici. Subito». Una testimonianza di cui fare tesoro.







