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Mt 18,1-5.10.12-14 - Santa Chiara, Vergine – Memoria
«Se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel Regno dei cieli». Queste parole di Gesù sono tra le più fraintese del Vangelo. Diventare come bambini non significa rimanere immaturi o vivere una sorta di infantilismo spirituale. Significa recuperare ciò che rende un bambino veramente tale: la fiducia. Il bambino vive sapendo di essere nelle mani di qualcuno che si prende cura di lui. È questa la piccolezza evangelica. Molto spesso pensiamo che diventare adulti significhi non avere bisogno di nessuno, controllare tutto, bastare a noi stessi.
Il Vangelo ci insegna invece il contrario. La maturità della fede consiste nel riconoscere che la nostra vita è davvero al sicuro quando è nelle mani di Dio. Questa fiducia non ci rende più deboli. Ci rende più liberi. È proprio chi si sente custodito da un amore più grande che trova il coraggio di prendere decisioni grandi nella propria vita. La paura, infatti, ci rende prudenti fino alla paralisi. La fiducia, invece, rende possibile l'audacia. Per questo la piccolezza evangelica non è passività, ma la sorgente delle scelte più coraggiose.
Santa Chiara d'Assisi, di cui oggi facciamo memoria, ne è una testimonianza luminosa. Soltanto una giovane donna profondamente convinta di essere nelle mani di Dio poteva lasciare tutto, andare contro le aspettative del suo tempo e dare origine a una forma di vita che avrebbe cambiato la storia della Chiesa. Non è stata la sicurezza nelle proprie capacità a sostenerla, ma la certezza di essere sostenuta dall'amore del Signore. Questo è il paradosso del Vangelo: i piccoli sono i più grandi. Chi si affida a Dio non rinuncia a pensare, a scegliere o a lottare. Semplicemente smette di portare da solo il peso della propria esistenza.
Martedì 11 agosto 2026 – (Santa Chiara, Vergine – Memoria)




