La guerra in Ucraina si concentra sempre di più sul Mar Nero, diventato uno dei teatri principali delle rispettive azioni e strategie belliche di Mosca e di Kyiv. Da un lato, le forze russe puntano a interrompere i collegamenti navali dell'Ucraina e l’esercito di Kyiv è impegnato in operazioni che mirano ad isolare dal territorio russo la penisola di Crimea, occupata da Mosca e annessa unilateralmente dalla Federazione russa a marzo del 2014 (dopo un contestatissimo referendum locale sull’adesione non riconosciuto dalla comunità internazionale).

Incastonato tra Europa e Asia, bagnato da sei Paesi (Turchia, Bulgaria, Romania Ucraina, Russia e Georgia), collegato al Mediterraneo tramite gli stretti del Bosforo e dei Dardanelli, il Mar Nero rappresenta una via d’acqua strategica per i traffici commerciali. E l’escalation delle rappresaglie reciproche in questo mare finisce per coinvolgere pericolosamente anche altri Paesi. Secondo i media di Berlino, una nave mercantile tedesca battente bandiera liberiana è stato colpita da un raid russo con i droni vicino a Odesa. La nave cargo, Emil, si trovava a 21 miglia nautiche dalla città portuale, a bordo è scoppiato un incendio. Mentre l’equipaggio veniva portato in salvo, il mercantile – di proprietà di una compagnia di navigazione tedesca, è stato attaccato di nuovo con i droni. Tra gli 11 membri dell’equipaggio, nessuno di nazionalità tedesca, non ci sono stati morti e feriti. Ma l’attacco è avvenuto a poca distanza dalle spiagge affollate di bagnanti.

Il ministero della Difesa di Mosca ha dichiarato che le forze russe bersagliano nel Mar Nero solo cargo che trasportano materiale militare per rifornire quelle ucraine. Ma il governatore di Odesa ha affermato che, oltre alla Emil, le forze di Mosca hanno attaccato una nave battente bandiera della Guinea-Bissau che trasportava cereali ucraini, provocando un morto e tre feriti. Il presidente ucraino Zelensky ha fatto sapere che le forze ucraine hanno reagito agli attacchi russi colpendo «due pattugliatori militari e navi della flotta ombra» di Mosca.

Gli attacchi russi alle navi commerciali segnano un allarmante cambio di passo nella strategia bellica della Russia contro Kyiv. Lo scorso luglio, poco ore dopo un massiccio attacco di Mosca con missili e droni su Kyiv, dieci persone morte in un raid missilistico russo contro una nave cargo civile, battente bandiera della Guinea Bissau e di proprietà di una compagnia turca, che trasportava un carico di grano nel Mar Nero.

L’offensiva militare russa lungo la costa ucraina sul Mar Nero è partita fin dall’inizio dell’invasione su vasta scala, a febbraio del 2022, facendo leva sulla potenza della Flotta del Mar Nero della Marina militare russa che vantava una grande superiorità sia in termini di numeri che di qualità rispetto alla ben più piccola Marina militare ucraina. Nei primi tempi della guerra le forze navali russe hanno acquisito il controllo del Mar d’Azov, a est, mentre a ovest hanno occupato l’isola dei Serpenti, che si trova a breve distanza dalle coste ucraina e rumena e fa parte della regione di Odesa, bloccando le rotte commerciali delle navi ucraine. Tuttavia l’andamento del conflitto sul versante marittimo ha cominciato a cambiare quando, ad aprile del 2022, le forze navali ucraine sono riuscite a colpire e affondare la nave ammiraglia della Flotta del Mar Nero, mettendo in crisi la sbandierata potenza e superiorità navale di Mosca, tanto che i russi si sono poi dovuti ritirare dall’isola del Serpenti.

La strategia bellica ucraina nel Mar Nero punta soprattutto a colpire e neutralizzare le strutture logistiche e la basi russe della Crimea, per spezzare il flusso di rifornimento dalla penisola alle truppe di Mosca impegnate sulla linea del fronte meridionali. L’altro tipo di operazioni condotte nel Mar Nero, attraverso i droni navali, mira a individuare e colpire la flotta fantasma russa, che comprende navi in genere registrate sotto finte bandiere, impiegate per aggirare le sanzioni internazionali su petrolio e gas russi, continuare a foraggiare le forze militari e sostenere i costi elevatissimi della guerra contro l’Ucraina.