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Mt 23,23-26 - Martedì della XXI Settimana del Tempo Ordinario
Il rimprovero che Gesù rivolge agli scribi e ai farisei nel Vangelo di oggi, chiamandoli «ipocriti», non riguarda semplicemente una categoria di persone vissute duemila anni fa. È una parola che tocca direttamente ciascuno di noi, perché tutti corriamo il rischio di diventare rigorosissimi nelle cose secondarie e molto superficiali proprio in quelle essenziali.
Possiamo, ad esempio, essere irreprensibili nelle nostre pratiche religiose, fedeli alla preghiera, attenti ai precetti, precisi in tutto ciò che esteriormente identifica una vita credente, e nello stesso tempo trascurare ciò che Gesù considera decisivo: «la giustizia, la misericordia e la fedeltà». È questo il grande pericolo della religiosità quando perde il cuore. Possiamo usare le cose di Dio per costruire un'immagine rassicurante di noi stessi senza permettere a Dio di cambiarci veramente. Possiamo apparire devoti e continuare a essere duri con gli altri. Possiamo pregare molto e perdonare poco. Possiamo conoscere perfettamente ciò che è giusto e non avere misericordia verso chi sbaglia.
A che cosa serve allora un'osservanza esteriore se non produce un cambiamento interiore? È precisamente questa l'ipocrisia che Gesù vuole smascherare. Non è semplicemente fingere davanti agli altri. È costruire una distanza tra ciò che mostriamo e ciò che realmente portiamo nel cuore. Per questo Gesù usa un'immagine estremamente efficace: «Fariseo cieco, pulisci prima l'interno del bicchiere, perché anche l'esterno diventi pulito!». Il cristianesimo procede sempre dall'interno verso l'esterno. Non basta cambiare i comportamenti se non lasciamo che la grazia raggiunga le motivazioni profonde da cui quei comportamenti nascono. Gli altri vedono soltanto l'esterno del bicchiere. Possono vedere ciò che facciamo, ascoltare ciò che diciamo, conoscere l'immagine che mostriamo. Ma esiste una parte di noi che conosciamo soltanto noi e Dio.
Forse allora la domanda del Vangelo di oggi è molto semplice: come sta l'interno del mio bicchiere? Non come appaio, ma come sono veramente quando nessuno mi guarda. Perché la santità non consiste nell'avere un'esteriorità impeccabile, ma nel permettere a Cristo di rendere vero, misericordioso e limpido il nostro cuore. Quando cambia l'interno, prima o poi anche l'esterno comincia a raccontare la stessa verità.
Martedì 25 agosto 2026 – (Martedì della XXI Settimana del Tempo Ordinario – Anno Pari)




