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“Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore”. Ciò che dà gusto alla vita è rimanere nell’amore, per questo è forse il programma di tutta una vita. Infatti credo ognuno di noi fa esperienza di come la vita divenga impossibile quando si è fuori dall’amore. Ogni volta che non ci sentiamo amati tutto perde gusto anche la cosa più bella, più scintillante, più ambita. È l’amore che dà colore e significato alla vita. Il Suo amore è il luogo in cui rimanere. Rimanere nell’amore è ciò che rende la vita degna, e Gesù non si limita semplicemente a ricordarcelo ma a offrirci il suo stesso amore come il luogo vero in cui rimanere.
La domanda allora sorge spontanea: come si fa a rimanere nel suo amore? “Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore”. Prendere sul serio ciò che Dio ci indica come bene. Solo quando rimaniamo nei suoi comandamenti possiamo dire anche di amarlo. E questo non va frainteso come una condizione etico o moralistica.
Osservare i comandamenti significa prendere sul serio ciò che il Signore ci dice e ci indica come bene. Quale amore può essere chiamato tale se la parola dell’amato non è mai presa sul serio? Se tu ami qualcuno allora ciò che quel qualcuno dice per te conta, ha un peso, è decisivo. Se la parola di chi dici di amare non è decisiva, allora significa che non c’è amore.
Oggi dovremmo domandarci quanto peso diamo alle parole di chi ci ama, e a partire da ciò dobbiamo altresì chiederci quanto peso diamo alla parola del Vangelo. Santa Rita, di cui oggi celebriamo la festa, è stata una donna che certamente ha preso sul serio la parola del Vangelo e l’ha seguita con serietà nelle contraddizioni che la vita le ha messo di volta in volta dinnanzi. Ella più di altri si è accorta che l’amore di Dio è sempre possibile anche quando tutto sembra impossibile. Non a caso è amata dalla gente come “la santa degli impossibili”.
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