Epicoco, Gesù veramente

Gv 6,35-40 - Mercoledì della III Settimana di Pasqua

Quali dinamiche fa scaturire dentro di noi il dono dell’Eucaristia? Nel Vangelo di Giovanni di oggi Gesù risponde indicando due effetti fondamentali. Il primo è un senso profondo di sicurezza dentro una relazione. Gesù dice: «Questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato».

L’Eucaristia ci inserisce in questa certezza: non siamo destinati a essere dispersi, dimenticati, perduti. Siamo custoditi. Siamo tenuti dentro una relazione che non si spezza. Il secondo effetto è ancora più grande: l’Eucaristia introduce nella nostra vita il germe della risurrezione. Gesù infatti aggiunge: «E io lo risusciterò nell’ultimo giorno». Ciò significa che dentro la nostra esistenza viene seminata l’eternità. Questo cambia il modo di vivere tutto.

L’Eucaristia ci aiuta a riscattare ogni cosa dal limite del tempo. Ciò che viviamo, ciò che amiamo, ciò che doniamo non resta prigioniero della scadenza. Infatti tutto ciò che è vissuto nell’amore viene toccato dall’eternità. Le forme possono passare, le situazioni possono cambiare, ma l’amore no. L’amore non finisce. Per questo l’Eucaristia non è soltanto un nutrimento per il presente, ma una trasformazione della nostra vita in prospettiva eterna. Ci insegna a vivere sapendo che nulla di ciò che è autentico andrà perduto. E forse è proprio questa la grande promessa: sentirci custoditi e, nello stesso tempo, vivere già ora qualcosa che non finirà mai.