Il problema degli slogan in politica è che a volte rischiano di coprire i provvedimenti concreti. Prendi questa storia del gelato. Prima del consiglio dei ministri, il primo dopo la pausa estiva, il premier della settima potenza economica dell'Occidente chiama un gelataio col suo carretto, lo parcheggia nel portico di Palazzo Chigi e si fa il suo bravo selfie con il gelato in mano per rispondere alla copertina dell'Economist che in un fotomontaggio lo ritraeva così. Ma perché mai un premier dovrebbe rispondere a una copertina di un settimanale britannico? Abbiamo o no una dignità? Ve l'immaginate Obama, Cameron, la Merkel, Hollande, ma anche il premier del Gabon che risponde alle infinite copertine, agli infiniti fotomontaggi dell'Economist? Ve l'immaginate Blair o la Thatcher con un carretto di gelati davanti al n. 10 di Downing Street? Morale: alla fine i giornali parlano più del cono gelato che dei vari decreti e disegni di legge: dallo Sbloccca Italia alla riforma della giustizia. Parlare di corto circuito comunicativo è quanto meno riduttivo... tanto è vero che oggi non si parla della riforma della giustizia o del decreto sblocca Italia (chissà cosa prevede), ma di barchette e gelati, di quel che è stato deciso in Consiglio dei ministri importa poco o punto.
Il tutto mentre l'Istat diffondeva la notizia terribile che l'Italia è in deflazione e che il combinato disposto con la recessione prelude a tempi cupi. Era il caso? Tra l'altro in chi ha una certa età lo sketch di Renzi fa venire subito in mente la nota (e un po' iettatrice) canzone di Battisti-Mogol, I giardini di marzo: "Il carretto passava e quell'uomo gridava: gelati...". Pochi si ricordano la seconda strofa, che sembra inventata ieri e non negli anni Settanta: "al 21 del mese i soldi eran già finiti...". Sarà meglio che Renzi assuma tra i suoi esperti di marketing un conoscitore di musica leggera, se vuole continuare con queste trovate. Anzi, no, sarebbe meglio che la piantasse lì...
Il tutto mentre l'Istat diffondeva la notizia terribile che l'Italia è in deflazione e che il combinato disposto con la recessione prelude a tempi cupi. Era il caso? Tra l'altro in chi ha una certa età lo sketch di Renzi fa venire subito in mente la nota (e un po' iettatrice) canzone di Battisti-Mogol, I giardini di marzo: "Il carretto passava e quell'uomo gridava: gelati...". Pochi si ricordano la seconda strofa, che sembra inventata ieri e non negli anni Settanta: "al 21 del mese i soldi eran già finiti...". Sarà meglio che Renzi assuma tra i suoi esperti di marketing un conoscitore di musica leggera, se vuole continuare con queste trovate. Anzi, no, sarebbe meglio che la piantasse lì...


