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Il lieve malore di Silvio Berlusconi – atteso già questa mattina in Puglia (spiegherà che la febbre è colpa della sinistra?) - è solo l’ultimo episodio degli infortuni che ruotano intorno a Forza Italia, uscita dalla debacle trentina e ormai in caduta libera nei consensi (nel recente sondaggio di Demopolis è dato al 10 per cento). Proprio la Puglia è uno dei fronti da cui il fondatore e leader incontrastato del partito vuole ripartire. Il suo vero avversario, paradossalmente, non è il candidato del Centrosinistra Michele Emiliano, dato per stravincitore, ma la “serpe in seno” Raffaele Fitto, che controlla almeno trenta parlamentari azzurri e che qui ha la sua roccaforte.
Come è noto, pur essendo ancora dentro Forza Italia, Fitto schiera un suo candidato, l’oncologo Francesco Schittulli, opposto alla candidata del Cavaliere Adriana Poli Bortone, 71 anni, tradizionale calda anima della destra, professoressa di lettere classiche, già missina, già ministro di Alleanza nazionale delle Politiche agricole nel Governo Berlusconi dopo la discesa in campo del 1994, già sindaco di Lecce. Forse un po’ troppi “già” per un rinnovamento tanto auspicato. La partita, anzi il derby , tra lealisti e fittiani, si gioca dunque per il secondo posto. Tra le due correnti ci sono anche divergenze ideologiche. I primi vorrebbero ricostruire Forza italia nel solco dei tea parties e del partito repubblicano americano, i secondo vedono con favore la svolta conservatrice di Cameron in chiave antieuropeista.
Berlusconi conta sull’effetto trascinante della sua leadership, capace di conquistare l’enorme serbatoio di incerti. Ma la sua controffensiva contro Fitto è partita in ritardo. Dentro Forza Italia sono molto coloro che gli imputano di aver riproposto uno schema vecchio, basato sulle alleanze delle diverse anime del Centrodestra che era stata del vecchio Pdl. L’ex azzurro Formigoni l’ha definito un partito “sultano centrico”. Il leader della Lega Nord Matteo Salvini, che lo ha scavalcato ampiamente nei sondaggi ha già detto no a questo schema.E duqneu la Pufglia, per Berlusconi, rischia di trasformarsi in un campo di Agramante.
Come è noto, pur essendo ancora dentro Forza Italia, Fitto schiera un suo candidato, l’oncologo Francesco Schittulli, opposto alla candidata del Cavaliere Adriana Poli Bortone, 71 anni, tradizionale calda anima della destra, professoressa di lettere classiche, già missina, già ministro di Alleanza nazionale delle Politiche agricole nel Governo Berlusconi dopo la discesa in campo del 1994, già sindaco di Lecce. Forse un po’ troppi “già” per un rinnovamento tanto auspicato. La partita, anzi il derby , tra lealisti e fittiani, si gioca dunque per il secondo posto. Tra le due correnti ci sono anche divergenze ideologiche. I primi vorrebbero ricostruire Forza italia nel solco dei tea parties e del partito repubblicano americano, i secondo vedono con favore la svolta conservatrice di Cameron in chiave antieuropeista.
Berlusconi conta sull’effetto trascinante della sua leadership, capace di conquistare l’enorme serbatoio di incerti. Ma la sua controffensiva contro Fitto è partita in ritardo. Dentro Forza Italia sono molto coloro che gli imputano di aver riproposto uno schema vecchio, basato sulle alleanze delle diverse anime del Centrodestra che era stata del vecchio Pdl. L’ex azzurro Formigoni l’ha definito un partito “sultano centrico”. Il leader della Lega Nord Matteo Salvini, che lo ha scavalcato ampiamente nei sondaggi ha già detto no a questo schema.E duqneu la Pufglia, per Berlusconi, rischia di trasformarsi in un campo di Agramante.




