Mancano pochi giorni alle dimissioni formali di Giorgio Napolitano:dovrebbero infatti coincidere con la fine del semestre europeo. A meno di colpi di scena, il nuovo inquilino del Colle verrà scelto da Matteo Renzi con il placet di Silvio Berlusconi. Lo chiamano Patto del Quirinale, discendente diretto di quel Patto del Nazareno che è il capolavoro politico di Renzi e che potrebbe anche ritorcerglisi contro, prima o poi. Il premier lo ha difeso ancora una volta, blindandolo e respingendo ogni ipotesi di primarie per il nuovo capo dello Stato perorate dalla minoranza dem.
Il premier scommetto sul presidente alla quarta votazione, quella che scende a 505 elettori per ottenere la maggioranza. In teoria, disponendo di 460 grandi elettori, gli bastano una cinquantina di voti. In teoria, appunto, perché non si sa quanti saranno i “franchi tiratori” all’interno del suo partito pronti a scatenare il fuoco amico. Quanto alla figura delineata, come abbiamo già detto, deve essere di alto profilo politico e istituzionale, con una vasta conoscenza degli equilibri dei partiti e dei palazzi del potere italiani ed europei. Non certo un taglianastri, ma nemmeno una figura troppo ingombrante per Renzi. Romano Prodi? Paradossalmente il Professore è la figura su cui convergono minoranze Pd, Fi, Ncd, M5s e Lega: tutti quelli che puntano a demolire il Patto del Nazareno. Alla fine il nuovo presidente, al netto dei veti incrociati tra Renzi e Berlusconi, potrebbe essere eletto per sottrazione: una figura con meno spigoli possibile per i due artefici del Patto, pur rimanendo nell’identikit disegnato: caratura politica e istituzionale, personalità di alto profilo. E allora ecco che la figura di Pietro Grasso, seconda carica dello Stato e presidente pro tempore, sembra essere quella in pole position.
Il premier scommetto sul presidente alla quarta votazione, quella che scende a 505 elettori per ottenere la maggioranza. In teoria, disponendo di 460 grandi elettori, gli bastano una cinquantina di voti. In teoria, appunto, perché non si sa quanti saranno i “franchi tiratori” all’interno del suo partito pronti a scatenare il fuoco amico. Quanto alla figura delineata, come abbiamo già detto, deve essere di alto profilo politico e istituzionale, con una vasta conoscenza degli equilibri dei partiti e dei palazzi del potere italiani ed europei. Non certo un taglianastri, ma nemmeno una figura troppo ingombrante per Renzi. Romano Prodi? Paradossalmente il Professore è la figura su cui convergono minoranze Pd, Fi, Ncd, M5s e Lega: tutti quelli che puntano a demolire il Patto del Nazareno. Alla fine il nuovo presidente, al netto dei veti incrociati tra Renzi e Berlusconi, potrebbe essere eletto per sottrazione: una figura con meno spigoli possibile per i due artefici del Patto, pur rimanendo nell’identikit disegnato: caratura politica e istituzionale, personalità di alto profilo. E allora ecco che la figura di Pietro Grasso, seconda carica dello Stato e presidente pro tempore, sembra essere quella in pole position.




