Dopo il Nazareno 2 a Palazzo Chigi, ovvero la colazione di lavoro (colazione molto lunga, due ore, con ampio tempo per la digestione) tra Renzi e Berlusconi si parla molto di Italicum, ovvero di nuova legge elettorale. Come detto, il premier ha molta fretta, perché vuole capitalizzare il risultato delle europee anche in Italia (i sondaggi dicono che la quota del 40 per cento e oltre tiene). La discussione è soprattutto sul premio di maggioranza: chi vince si prende oltre una certa soglia si prende il 55 per cento dei seggi. Renzi quella soglia la vorrebbe al 40 per cento della lista (alle Europee ha ottenuto il 40,8), Berlusconi invece frena e vorrebbe un premio alla coalizione. Il suo partito, Forza Italia, infatti, è fermo nei sondaggi al 15-16 per cento e non può certo aspirare a quel “partito della nazione” che invece Renzi progetta a sinistra.
Quanto alla quota di sbarramento, la soglia pare attestarti al 5 per cento. Ma al partito, non a chi facesse parte di una coalizione. Dunque per il Nuovo Centrodestra, svanito il sogno di diventare l’alternativa aForza Italia, non resterebbe chela via del “rompete le righe”. Va detto che l’Italicum è il sistema elettorale della Camera e quindi finché non verrà cambiato il Senato, non potrà entrare in vigore. Vi è poi il probelam delle liste bloccate. Per non incorrere nell’incostituzionalità già ravvisata dai giudici della Consulta pare che i due mattatori del Nazareno ipotizzino un sistema misto: un listone per il 70 per cento di preferenze e un listino “bloccato” riguardante il 30 per cento dei seggi. Facile prevedere cosa entri in quel listino: fedelissimi, cortigiani, “clientes” vecchia guardia, grand visir di partito, ex segretari e funzionari.
Quanto alla quota di sbarramento, la soglia pare attestarti al 5 per cento. Ma al partito, non a chi facesse parte di una coalizione. Dunque per il Nuovo Centrodestra, svanito il sogno di diventare l’alternativa aForza Italia, non resterebbe chela via del “rompete le righe”. Va detto che l’Italicum è il sistema elettorale della Camera e quindi finché non verrà cambiato il Senato, non potrà entrare in vigore. Vi è poi il probelam delle liste bloccate. Per non incorrere nell’incostituzionalità già ravvisata dai giudici della Consulta pare che i due mattatori del Nazareno ipotizzino un sistema misto: un listone per il 70 per cento di preferenze e un listino “bloccato” riguardante il 30 per cento dei seggi. Facile prevedere cosa entri in quel listino: fedelissimi, cortigiani, “clientes” vecchia guardia, grand visir di partito, ex segretari e funzionari.



