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I finanziamenti concessi da Banca Etica nel 2025 hanno contribuito a creare quasi 1.800 posti di lavoro, a accogliere circa ottomila persone migranti e a ridurre di oltre 22 mila tonnellate le emissioni di anidride carbonica. Sono alcuni dei dati che emergono dal settimo Report di impatto appena pubblicato dall'istituto di credito.
Secondo il documento, il 91% dei nuovi impieghi deliberati nel corso dell'anno, pari a 485,1 milioni di euro, è stato destinato ad attività con un impatto sociale o ambientale positivo misurabile. E la banca sottolinea anche, con un certo orgoglio, che ogni richiesta di finanziamento viene sottoposta anche a una valutazione sociale e ambientale prima della decisione finale sull'erogazione del credito.
Occupazione, inclusione sociale e accesso alla casa
Tra gli effetti indicati nel nuovo documento, figura la creazione diretta di 1.786 posti di lavoro. A cui si aggiungono 2.103 occupazioni mantenute attraverso operazioni di Workers BuyOut, il modello che consente a lavoratrici e lavoratori di rilevare l'azienda in cui operano a cui l’istituto padovano ha destinato lo scorso anno 8,4 milioni di euro.
Sul fronte dell'assistenza sociale, i finanziamenti hanno raggiunto 128,4 milioni di euro, contribuendo al sostegno di oltre 39mila persone in condizioni di fragilità.
E un capitolo a parte interessa il diritto all'abitare: nel 2025 sono stati erogati 81 milioni di euro che hanno permesso di mettere a disposizione 690 alloggi, accogliere circa 1.700 persone e sostenere 384 mutui agevolati per l'acquisto della prima casa.
Gli effetti ambientali dei finanziamenti
Una parte significativa del credito è stata destinata a interventi legati alla transizione ecologica. Nel corso dell'anno sono stati erogati infatti 143 milioni di euro per progetti che hanno portato all'installazione di 33,2 megawatt di impianti da fonti rinnovabili.
Sì, ma in pratica? Secondo il report questi investimenti hanno evitato 22.482 tonnellate di emissioni di CO₂, consentito la tutela di circa 47mila ettari di territorio e il riciclo di oltre 21mila tonnellate di rifiuti.
Tanti numeri, dietro ai quali si nascondono storie di tante persone: tra le organizzazioni finanziate, il 26,3% è guidato da donne, una quota superiore alla media nazionale del 22,3%.
Secondo i dati della banca, inoltre, ogni euro versato dai soci consente di generare oltre 15 euro di credito destinato al Terzo Settore e all'economia civile.


Gli obiettivi di impatto per il 2026
Il report, come ogni anno, descrive anche il sistema con cui la banca definisce i propri obiettivi sociali e ambientali. Il consiglio di amministrazione, infatti, approva un documento chiamato “Impact Appetite Framework” (Iaf), che individua i risultati da raggiungere non solo sul piano economico.
Nel dettaglio, per il 2026 l’istituto punta a un aumento dei finanziamenti destinati al clima e all'economia circolare per 90,8 milioni di euro (+7,5%), 66,4 milioni per l'accesso alla casa (+10,8%), 43,4 milioni per l'accoglienza delle persone migranti (+12,5%) e 136,4 milioni per il Terzo settore (+3,4%).
«Iaf e Report di impatto non sono documenti accessori, ma una mappa d'identità che ha radici nei valori e ne moltiplica l'impatto», ha dichiarato Nazzareno Gabrielli, direttore generale di Banca Etica. «Investire risorse nell'inclusione e nella transizione ecologica è un dovere etico e un pilastro su cui edificare un benessere solido, condiviso e di pace».
Un settore bancario sempre più concentrato
La pubblicazione del report arriva in una fase di profonda trasformazione del sistema bancario italiano. Secondo i dati della Banca d'Italia, infatti, nel giro di dieci anni il numero degli istituti è passato da 510 a 134.
Anche la presenza sul territorio si è ridotta: tra il 2008 e il 2022 gli sportelli bancari sono diminuiti del 40% e oggi il 44% dei comuni italiani non dispone più di una filiale.
Nello stesso periodo, i prestiti alle piccole e medie imprese sono scesi da 930 a 651 miliardi di euro, con una contrazione del 30%. Le analisi sul settore evidenziano inoltre una crescente centralizzazione delle decisioni relative al credito e un maggiore ricorso a procedure automatizzate nella valutazione delle richieste.
In questo contesto, dunque, si inserisce l'esperienza di Banca Etica, istituto cooperativo classificato dalle autorità di vigilanza tra le banche di minori dimensioni, che continua a operare con un modello orientato al finanziamento dell'economia sociale e del Terzo settore.
Il richiamo di Leone XIV
Il tema del rapporto tra finanza, tecnologia e persona è stato affrontato anche da Leone XIV nella sua prima enciclica, la Magnifica Humanitas, pubblicata il 26 maggio.
Al paragrafo 164, il Papa richiama la necessità di garantire «trasparenza e responsabilità: quando dati e algoritmi incidono su erogazione del credito, selezione del personale, accesso a servizi o opportunità, è necessario che le decisioni siano comprensibili, contestabili e sottoposte a controllo, perché la persona non sia ridotta a profilo».




