Che la Dieta Mediterranea sia il massimo per garantire una sana alimentazione è una realtà assodata e giustamente, i capitolati tecnici delle nuove gare d’appalto per la ristorazione collettiva contengono nuove disposizioni. Il parametro relativo al costo del pasto resta una costante. La novità per le mense scolastiche, ospedaliere, e soprattutto mense religiose – come conferma il bando di gara per l'assegnazione del servizio di refezione collettiva e dei servizi accessori nei collegi e le strutture del Dicastero per l’Evangelizzazione a Roma – richiedono: qualità nutrizionale, impatto ambientale e aderenza ai Criteri Ambientali Minimi (CAM) e, per quanto riguarda l’Italia, aderenza alla qualità della Dieta Mediterranea.

Horizontal shot of a rustic wood table filled with all the ingredients for cooking a traditional italian spaghetti: olive oil, tomatoes, basil, parmesan cheese, garlic, salt, pepper and onion. Soft focus technic used. DSRL studio photo taken with Canon EOS 5D Mk II and Canon EF 70-200mm f/2.8L IS II USM Telephoto Zoom Lens
Horizontal shot of a rustic wood table filled with all the ingredients for cooking a traditional italian spaghetti: olive oil, tomatoes, basil, parmesan cheese, garlic, salt, pepper and onion. Soft focus technic used. DSRL studio photo taken with Canon EOS 5D Mk II and Canon EF 70-200mm f/2.8L IS II USM Telephoto Zoom Lens
Una tavola con i prodotti tipici della Dieta mediterranea (Getty Images)

Negli ultimi anni il sistema della ristorazione collettiva, in particolare mense religiose, scolastiche, ospedaliere e servizi di catering per enti pubblici, sta vivendo un cambiamento profondo. Le gare d’appalto e i capitolati tecnici non valutano più solo il costo del pasto, ma la sua qualità nutrizionale, l’impatto ambientale e l’aderenza ai Criteri Ambientali Minimi (CAM).

In Italia il punto di riferimento compatibile con le normative è la Dieta Mediterranea. Per gli stranieri la colazione è prevalentemente salata con uova formaggi, affettati tra cui mortadella non troppo speziata, prosciutto cotto o crudo ma «stagionato almeno 16 mesi e solo DOP e IGP» per gli italiani invece: yogurt, frutta, marmellata, pane, fette biscottate integrali e no ma è obbligatorio servire cornetti 3 volte a settimana.

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Nel monastero di Alcobaça, in Portogallo, avevano escogitato un sistema efficace: al refettorio si entrava obbligatoriamente per la “pega-gordo”, letteralmente “acchiappa grassi”; una “porta stretta” di 32-26 centimetri e chi non riusciva a superarla saltava il pasto. Due differenti obblighi. Molto interessante è la qualità richiesta per i cibi.

La pasta fresca, anche all’uovo o secca da servire ogni giorno alternativamente a pranzo oppure a cena. Come secondo piatto il pesce che deve essere preferibilmente fresco per usare poco quello in scatola. Come opzione carne o formaggi o affettati. Per contorno verdure. Oltre alla frutta, a fine pasto una volta alla settimana un piccolo dolce, e poi acqua e un bicchiere di vino o birra.