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Il 13 agosto si celebra la Giornata dei mancini. E perché si è deciso di dedicargli un evento internazionale? Semplice, per sensibilizzare e far conoscere ai più le difficoltà affrontate da queste persone, in un mondo che invece sembra costruito a misura di destrimani. Intanto, cominciamo col dire che mancinismo è la tendenza a utilizzare la parte sinistra del corpo, in particolare la mano, per compiere le più importanti attività, gesti e movimenti. Ciò accade per una predisposizione genetica, riconducibile alla propensione a usare la parte destra del cervello. E va detto che questa lateralizzazione non si limita alle mani: infatti, i mancini usano con più frequenza anche gli occhi e le orecchie della parte sinistra.
Oggi, una persona su dieci nel mondo è mancina. E allora perché ancora oggi questa peculiarità rende chi la possiede una persona diversa? Ammettiamolo: resistono ancora vecchie credenze, e anche se molto è cambiato dai tempi in cui io andavo a scuola – quando gli insegnanti si accanivano per “aggiustare” i bambini con questa attitudine – qualche dubbio galleggia. Lo ricordo come fosse ieri il disagio di miei due compagni alle scuole medie. A volte nascondevano la mano “peccatrice” come se fossero portatori di un difetto. E non mancavano occhiate severe da parte degli insegnanti, scocciati perché quella “vergogna” resisteva. Forse per il mio carattere ribelle, ma anche per l’attrazione innata per tutto ciò che non piaceva agli altri, io ne ero totalmente affascinata, e infatti, tentavo con ogni sforzo di scrivere con la sinistra, per sentirmi appunto diversa. Ma alla fine, il mio destrismo vinceva e me ne rammaricavo non poco. Anche perché mancini lo si è per biologia, non certo per scelta. E va detto che nella storia erano molte le credenze popolari che volevano i mancini portatori di malìe e presagi negativi.
Nel Medioevo si riteneva che il veleno somministrato con la sinistra fosse più efficace e mortale. Alla fine dell’800, lo studioso Cesare Lombroso ipotizzava che i mancini avessero più probabilità di diventare dei criminali rispetto ai destrimani. Ecco perché, probabilmente, nel corso dei secoli abbiamo associato alla parola destra concetti positivi, vedi “giusto”, “esatto”, e alla parola sinistra (o sinistro) valori totalmente opposti. In inglese, infatti, “right” vuol dire destra, ma anche giusto, e nel francese la sinistra diventa “gauche”, ma può significare altresì maldestro.


Diego Armando Maradona (Reuters)
Il termine mancino deriva dal latino mancus che significa mutilato, storpio. Figuratevi che in Giappone, dove l’incidenza del mancinismo è la più bassa rispetto al resto del mondo, è così solo perché vi è il tassativo ordine di contrastare l’uso della mano sinistra sin dall’infanzia. Ma se da un lato i mancini hanno subìto beffe e ingiustizie, dall’altro hanno ampiamente dimostrato che essere mancini può valere anche tanto. A cominciare dai nomi illustri che li rappresentano nel mondo: Michelangelo, Raffaello, Caravaggio e Picasso nell’arte, Diego Armando Maradona, Valentino Rossi e John McEnroe nello sport, Lady Gaga, Jimi Hendrix e Paul McCartney nella musica. Loro fra i tanti.
Di tutta questa storia mi fa sorridere il pensiero che anche alcuni animali possono esserlo, compresi cani e gatti. E insomma, pensare a una zampina sinistra che si tira su per farmi una carezza è davvero una sensazione tenera e buffa.





