Per Tommaso e sua moglie Pina, le coincidenze non esistono. Ciò che altri attribuiscono al caso è, per loro, sempre da interpretare nell’ambito del disegno provvidenziale di un Padre buono. È così che leggono, per esempio, un fatto apparentemente comune che ha cambiato la loro vita. Tommaso non riusciva mai a guardare in tv, a causa dei suoi impegni, il Tgr Campania su Rai3. Ma la sera di qualche anno fa si trovò insolitamente davanti allo schermo, quando andò in onda un servizio che raccontava la storia di un bambino di origine indiana, focomelico (cioè senza braccia e senza gambe), abbandonato dai genitori in un ospedale del Casertano.

Decisione immediata

I coniugi Castaldo, di San Giorgio a Cremano, comune dell’hinterland di Napoli, non ebbero nemmeno un dubbio. «Lo adotteremo», si dissero, loro che erano già da tempo in lista d’attesa per l’adozione. Dopo un po’ quel bambino, Matteo, sarebbe diventato il loro primo figlio. E dopo qualche anno sarebbe arrivata anche Maria, che si muove con la sedia a rotelle e non è in grado di parlare e di sentire, a causa di una grave malattia congenita. Anche lei è stata abbandonata dai propri genitori. I due sposi napoletani la conobbero a Pompei, dopo aver reso la propria testimonianza a un incontro riservato alle famiglie. Quando Pina vide quella bambina, ospite di una delle case famiglia legate al santuario mariano fondato da san Bartolo Longo, pensò immediatamente di adottarla.

Intercessione di Maria

Non è stato così semplice, però, come lo era stato per Matteo. L’8 maggio scorso, Tommaso e Pina hanno incontrato papa Leone XIV, in visita a Pompei in occasione del primo anniversario del suo pontificato. Al Pontefice hanno raccontato come sono riusciti a diventare genitori anche di Maria. Pure in questo caso c’è poco spazio per le coincidenze. Già, perché il Tribunale sembrava deciso a negare la seconda adozione, visto che già occuparsi di Matteo era ritenuto un impegno non da poco per i due coniugi. Ma è qui che inizia il racconto che Tommaso e Pina hanno voluto condividere con il Papa. «Roberta, la donna che aveva in affidamento Maria, ci ha raccontato che le ha fatto toccare il quadro della Madonna venerato nel santuario», racconta Pina. «Dopo qualche giorno, è arrivato quell’“ok” che non arrivava. A noi piace pensare che sia stata una mano materna a sollecitarlo».

Matteo e Maria con i loro genitori in visita al parco Italia in miniatura a Rimini.
Matteo e Maria con i loro genitori in visita al parco Italia in miniatura a Rimini.
Matteo e Maria con i loro genitori in visita al parco Italia in miniatura a Rimini.

La famiglia napoletana è appena tornata dalle vacanze estive ed è riunita nella cucina della loro casa, al quarto piano di un palazzo da cui si ha una vista unica di Napoli e del suo golfo. Pina cerca continuamente la mano della sua bambina: è il loro modo di comunicare. I medici dicono che vivrà poco. Chi doveva decidere sulla sua adozione non aveva tutti i torti: occuparsi di Maria non è semplicissimo e comporta un’assistenza continua 24 ore su 24, oltre a lunghi periodi di degenza in ospedale. Ma questo non sembra spaventare troppo i due sposi campani, che condividono la stessa fede cristiana e la cui vita è illuminata dalla partecipazione alle attività del Rinnovamento nello Spirito Santo.

È possibile con l’amore

«A noi non importa sapere quanto vivrà e per quanto tempo ancora sarà con noi», dice Tommaso. «Siamo nelle mani di Dio. Viviamo il nostro essere genitori come una vocazione, altrimenti dopo un po’ diventerebbe tutto molto faticoso. In tutta sincerità, noi non ci accorgiamo nemmeno delle disabilità dei nostri figli che oggi hanno 4 e 18 anni. Per noi, sono la normalità». Anche altre persone avevano provato a scoraggiarli. «Ci dicevano: come farete a prendervi cura di due bambini disabili? Non ce la farete mai. Noi diciamo: se c’è l’amore, si può fare tutto. Se non c’è, tutto diventa difficile, anche le cose più semplici».

Ora è arrivato il momento della pappa per la piccola, e i suoi genitori devono abbandonare la conversazione per potersi occupare di lei. Ma non prima di aver lasciato un appello ad altri aspiranti mamme e papà. «Ci sono tanti bambini come Matteo e Maria, in cerca di una famiglia. Vorremmo che anche altri facessero la stessa nostra scelta: vedrete», assicurano, «che la vostra vita sarà piena».