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«Una scintilla di pace in terra Santa». Così papa Leone, all’Angelus, commenta l’accordo di pace in Medio Oriente. Rincoraggia ad «andare avanti con coraggio verso una pace giusta e duratura che sia rispettosa delle aspettative e dei diritti di israeliani e palestinesi», dopo «due anni di immenso dolore» al quale il Papa si dice molto vicino «con tutta la Chiesa». Oggi, «soprattutto a voi è rivolta la carezza del Signore, la certezza che, anche nel buio più nero, Egli resta sempre con noi», aggiunge». E riprende il titolo della sua esortazione «Dilexi te, Dio ti amato» E allora «A Dio unica pace dell'umanità, chiediamo di guarire tutte le ferite e di aiutare con la sua grazia a compiere ciò che umanamente ora sembra impossibile: riscoprire che l'altro non è un nemico, ma un fratello a cui guardare, perdonare, offrire la Speranza». Il POntefice poi sottolinea che segue «le notizie dei nuovi violenti attacchi che hanno colpito diverse città e infrastrutture civili in Ucraina, provocando la morte di persone innocenti, tra cui bambini, e lasciando moltissime famiglie senza elettricità e riscaldamento. Il mio cuore si unisce alla sofferenza della popolazione, che da anni vive nell'angoscia e nella privazione. Rinnovo l'appello a mettere fine alla violenza, a fermare la distruzione, ad aprirsi al dialogo e alla pace». E, ancora, pensa «al caro popolo peruviano in questo momento di transizione politica». Non smette di pregare «affinché il Perù possa continuare nella via della riconciliazione, del dialogo e dell'unità nazionale». Infine ricorda che in Italia oggi si pensa alle «vittime degli incidenti sul lavoro. Preghiamo per loro e per la sicurezza di tutti i lavoratori».
Prima, nell’Atto di affidamento a Maria aveva raccomandato al «tuo Cuore Immacolato» «il mondo intero e tutta l'umanità specialmente i tuoi figli tormentati dal flagello della guerra». E aveva concluso: «Non mancare di intercedere per noi, nella gioia e nel dolore, e ottienici il dono della pace che tanto imploriamo».




