PHOTO
Gian Antonio Stella, editorialista del Corriere della Sera, Esma Çakir, giornalista di Euronews, corrispondente dall’Italia della maggiore testata turca, e Angela Iantosca, paladina del giornalismo militante che da racconto scritto diventa voce di denuncia a teatro. Sono i vincitori di quest’anno del «Premio Buone Notizie» di cui Famiglia Cristiana è media partner.




Il riconoscimento, giunto ormai alla sua diciassettesima edizione, è l’unico che premia le buone notizie. Questo si riferisce non solo a fare un’informazione corretta e precisa, ma anche raccontare quello che positivo e di bello c’è nella società. La «Buona Notizia dell’anno» (riferita al 2025) è legata alla «Fondazione con il Sud»: l’unico hub a sviluppare pratiche generative nel Mezzogiorno e sostenerlo in questi anni in cui la questione meridionale è stata condannata a morte.
«L'obiettivo del Premio», sottolinea Michele De Simone presidente del Comitato promotore del Premio Buone Notizie, «è quello di promuovere e diffondere il valore dell'informazione corretta ed equilibrata».
Sabato 14 febbraio avverrà la consegna del riconoscimento, una statuetta in bronzo, fusa dall’artista Battista Marello, nella Biblioteca del Seminario di Caserta. A seguire, lunedì 16, ci sarà la prima edizione del «Premio Buone Notizie Book» con la proiezione in anteprima di un documentario su Papa Leone XIV, a cura del Dicastero della comunicazione vaticano, e la presentazione di un volume sul Pontefice della Lev, la Libreria editrice vaticana.
Durante questa giornata saranno annunciate le attività annuali legate al Premio: in autunno sarà a Milano per il «Premio Buone Notizie Storie», mentre a fine estate parteciperà a «Un Borgo di Libri». Agli incontri sarà presente l’arcivescovo Pietro Lagnese, pastore di Caserta e Capua.
«L'obiettivo del nostro lavoro è quello di promuovere e diffondere il valore dell'informazione corretta ed equilibrata. Il Buone notizie - spiega Luigi Ferraiuolo, segretario generale del Premio - è nato dalla necessità di promuovere i comunicatori e i giornalisti che fanno buona informazione raccontando anche i lati positivi della quotidianità: perché un buon esempio vale più di mille pur impegnati discorsi. Come Premio, poi, in prima persona proponiamo e costruiamo buone pratiche. Siamo diventati infatti un vero e proprio hub delle iniziative impossibili».




