Chi passa in questi giorni dalla Stazione Centrale di Milano può ammirare, nell’atrio monumentale, l’installazione di una sneaker bianca assai fashion e anche molto significativa. L’installazione rappresenta una riproduzione delle SMeakers, presentate per la prima volta alla Milano Fashion Week dell’anno scorso e calligrafate dall’artista Chiara Riva con le storie di Cristina, Federico e Rachele, in rappresentanza delle circa 133mila persone affette da sclerosi multipla in Italia.

Per questo la campagna promossa da Sanofi in collaborazione con AISM - Associazione Italiana Sclerosi Multipla si chiama “The SMeakers. Le scarpe di chi non si ferma”. Obiettivo: aumentare la consapevolezza della sclerosi multipla e supportare la ricerca attraverso il ricavato della vendita delle scarpe facendole diventare una vera e propria collezione.

Per avviare concretamente la produzione è stata adottata la formula del preordine, grazie alla partnership con V2 brand, giovane produttore made in Italy di abbigliamento sportivo: solo al raggiungimento delle mille paia di scarpe vendute in preordine ne sarà avviata la produzione. Se l’iniziativa andrà a buon fine, parte del ricavato di ogni paio di scarpe sarà devoluta dal produttore a favore di FISM. L’installazione rimarrà sino al 31 ottobre e un cartello esplicativo fornirà le informazioni sull’iniziativa, insieme al QR code per poter acquistare le scarpe.

«Quello che ci lega a SMeakers è l’attenzione al movimento. Una buona attività fisica, una riabilitazione personalizzata sono elementi importanti per il trattamento della SM e sono di aiuto per mantenere e migliorare alcune funzioni, tra cui per esempio l’equilibrio, la mobilità, la coordinazione ma anche per ottenere effetti positivi sull’umore e sull’autostima della persona», dichiara Francesco Vacca, presidente nazionale di AISM, «sostenere l’acquisto di queste straordinarie SMeakers ci aiuta a proseguire i nostri progetti legati all’area di ricerca della riabilitazione, condotta dai nostri ricercatori all’interno del Servizio riabilitativo AISM di Genova».

«Siamo felici di proseguire la nostra collaborazione con AISM in questo progetto volto a migliorare la conoscenza e la consapevolezza della sclerosi multipla», spiega Marcello Cattani, presidente e AD di Sanofi Italia, «già in occasione del lancio, lo scorso anno, le SMeakers avevano riscosso un notevole successo e in molti avevano espresso il desiderio di poterne avere un paio. Siamo orgogliosi, quindi, di poter dare finalmente alle persone l’opportunità di portare in giro il prezioso messaggio di speranza e coraggio impresso su queste scarpe e, al contempo, di contribuire concretamente alla ricerca scientifica. Attraverso questa campagna abbiamo voluto trovare e percorrere insieme ad AISM strade nuove per collaborare con lo stesso obiettivo: migliorare la qualità di vita delle persone che convivono con questa patologia».

Le SMeakers possono essere acquistate in preordine entro il 31 ottobre visitando il sito www.thesmeakers.it o, per chi si trova a Milano, scansionando il QR code presente presso l’installazione in Stazione Centrale. La produzione è legata al raggiungimento del numero minimo di 1.000 paia vendute.



Le storie raccontate sulle scarpe, è il caso di dire, sono tre: quelle di Rachele Michelacci, vice presidente nazionale AISM, Federico Bozzoli, medico e ricercatore FISM e Cristina Guidi, volontaria di AISM.

«La mia storia», spiega Michelacci, si divide tra prima e dopo la diagnosi. Con il tempo la sclerosi multipla è diventata per me una lezione di vita continua, insegnandomi a tollerare l’imprevedibilità. Ogni giorno m’insegna che non tutti i percorsi sono lineari e che la vita può prendere delle deviazioni, strade diverse rispetto a quanto ci eravamo immaginati. Eppure, anche su una sedia a rotelle, io sono costante movimento. Non ci sono alternative: è l’amore profondo per la vita. Movimento è questo preciso momento, è la scorrevolezza del tempo, è iniziare cose nuove e non essere mai uguali a se stessi. È quella primavera in cui sono partita per la Loira con 2 stampelle. È saper riderci su, ogni tanto».

«Io paradossalmente devo dire grazie alla sclerosi multipla», racconta Federico Bozzoli, «perché mi ha fatto trovare la motivazione. Oggi sono medico e ricercatore, per studiarmi e per studiare la malattia che vivo. Chi convive con la sclerosi multipla può raccontare meglio cos’è, cosa vuol dire. In questo continuo saliscendi logorante, destabilizzante … l’idea di indossare un sorriso -come un vestito – e poter incoraggiare gli altri, per me vuol dire tanto. Tantissimo. Anche se dentro ho la guerra. Gli altri mi danno la forza di reagire anche ai momenti più assurdi di questa malattia che è tutta un punto di domanda. Gli altri sono il motivo per alzarmi la mattina, il senso delle mie giornate. E queste scarpe hanno una grande responsabilità: possono raggiungere tutti. Con la mia storia, con le mie parole possono dire a chi ne ha bisogno Non sentirti arrivato. Non fermarti mai».

Cristina Guidi racconta che «all’inizio, subito dopo la diagnosi di sclerosi multipla, è stato un periodo molto buio, di solitudine. Anche se a parole comunicavo e condividevo, nascondevo le emozioni tenendomi dentro un malessere che era depressione. Poi, c’è stata un’esplosione di amore per la vita. Ho deciso di affrontare questo cammino con il piede giusto e di cercare un equilibrio. Ho deciso di smettere di rimandare e iniziare a fare volontariato. Ho deciso di volermi più bene, e di iniziare a nuotare, dandomi degli obiettivi .. fino ad arrivare a nuoto dall’altra parte dello stretto di Messina, fermandomi in mezzo per godermi il momento. E poi finalmente ho superato la paura più grande che avevo: diventare mamma. E oggi quello che mi fa stare meglio sono le piccole conquiste di Dante, che ha solo 9 mesi».