Le minacce dei ministri della Difesa e delle Finanze del Governo di Israele fanno tremare il Libano. Massicci attacchi contro la popolazione soprattutto civile. Feriti anche tre caschi blu dell’Onu. La Spagna protesta
Leone saluta il Libano guardando agli scontri nel sud del Paese e alla pace fragile messa a dura prova dagli attacchi israeliani e da Hezbollah e chiede che cessino le ostilità. «La pace è via non solo meta», dice chiedendo negoziati e diplomazia «anche con chi oggi si considera nemico»
Sabato 19 giugno, nel Sud del Paese dei Cedri, il primo incontro tra i rappresentanti delle principali fedi dopo la pandemia. Il primo luglio, l'importante appuntamento in Vaticano promosso dal Papa. L'intervento del nunzio apostolico in Libano, monsignor Joseph Spiteri.
"Siamo militari", dice il generale che comanda la missione Unifil al confine tra Libano e Israele, "ma stiamo in mezzo alla gente. E la popolazione vuole che restiamo".
Una chiave di lettura dell'attentato contro i caschi blu italiani evoca il ruolo di Damasco: il regime, sempre più vacillante, sembra aver voluto mandare così un messaggio al mondo.