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venerdì 28 luglio 2017
 
Vaticano
 

Abu Mazen dal Papa. Aperta l'ambasciata di Palestina presso la Santa Sede

14/01/2017  "Un giorno storico non solo per i palestinesi, a per tutti coloro che vogliono la pace", commenta l'ambasciatrice presso l'Italia, Mai Alkaila

«Questa è una giornata storica non solo per i palestinesi, ma per quanti amano la pace». L'ambasciatrice di Palestina presso l'Italia, Mai Alkaila commenta con i giornalisti l'apertura dell'ambasciata palestinese presso la Santa Sede, «qui, davanti al Vaticano che è il maggior simbolo della pace nel mondo». Padre Ibrahim Faltas, della custodia di terra Santa a Gerusalemme aggiunge che «dopo l'accordo tra Palestina e Vaticano, l'inaugurazione dell'ambasciata aiuterà per il processo di pace».

Dentro le mura vaticane Abu Mazen è ancora a colloquio con papa Francesco. Un colloquio fraterno cominciato con un abbraccio e che si protrae per 23 minuti. Il presidente palestinese si congeda da Bergoglio commentando che sia l'incontro che l'apertura dell'ambasciata in un plazzo extratteritoriale in via di Porta Angelica sono «il segno che il Papa ama il popolo palestinese e ama la pace».

Dalla Terra Santa, oltre a una maglietta della nazionale della Palestina portata da una delle persone al seguito del presidente, sono agiunti a papa Francesco cinque altri doni: una icona del Volto di Gesù e una della Sacra Famiglia, una pietra del Calvario, un libro sulle relazioni diplomatiche tra la Palestina e la Santa Sede e un cd con le immagini della ristrutturazione della basilica della Natività a Betlemme. Dal canto suo papa Francesco ha regalato ad Abu Mazen la medaglia dell'Anno Giubilare, l'esortazione Amoris laetitia e l'enciclica Laudato si'. Entrambi i testi sono stati regalati nella traduzione in arabo.

Dopo essersi congedato dal Papa il presidente Abu Mazen arriva davanti a porta Sant'Anna per scoprire la targa dell'ambasciata e per issare la bandiera palestinese che da oggi sventola su Borgo Vittorio. Domani la partenza per la Francia per i colloqui a Parigi sulla situazione in Medio Oriente. «Confidiamo molto nella comunità internazionale e ci aspettiamo nuovi passi in avanti dai colloqui di Parigi», aggiunge l'ambasciatrice. Intanro si aspettano anche le mosse degli Stati Uniti. «Consideriamo un abuso e una violazione del diritto internaizonale la volontà di spostare l'ambasciata americana a Gerusalemme. Ma aspettiamo di vedere se Donald Trump, una volta che si sarà insediato come presidente darà davvero corso a quanto annuncniato».

Prudente Abu Mazen che, al termine dell'inaugurazione, parlando con i giornalisti, ha auspicato che «gli altri Stati, prendendo esempio dal Vaticano, riconoscano lo Stato di Palestina. Per quanto riguarda l'ambasciata americana a Gerusalemme pensiamo che non aiuterà il processo di pace, ma aspettiamo di vedere se questo accadrà davvero».

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