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giovedì 30 marzo 2017
 
SINODO SULLA FAMIGLIA
 

Aperture: la voce di chi teme fughe in avanti

14/10/2014  Il confronto continua. Molti gli interventi, tra cui tutti i big. L'Osservatore romano sottolinea come si siano ulteriormente delineate “le diverse linee già espresse nei giorni scorsi”. E c'è chi getta acqua sul fuoco: “al Sinodo non si tiene un referendum, ma un dialogo”. Le riflessioni dei cardinali Müller e Burke.

Dopo la relazione del cardinale Péter Erdő sono intervenuti nella discussione molti padri sinodali, segno che si tratta davvero di un “working in progress”, come ha spiegato ai giornalisti ieri monsignor Bruno Forte, segretario speciale del Sinodo. E’ stato un “confronto aperto” scrive l’ “Osservatore Romano”. Sono intervenuti tutti i cardinali più importanti e con posizioni diverse: Kasper, Pell, Caffarra, Scola, Burke, Schoenborn, Ouellet, Mueller, Dolan. Scherer, Vingt-Trois.

Sono emerse, riferisce il quotidiano vaticano, sull’ammissione dei divorziati risposati all’Eucarestia “le diverse linee già espresse nei giorni scorsi”. Gli interventi hanno precisato ulteriormente, a quanto si apprende, i contorni della questione, soffermandosi sul significato di gradualità e di accoglienza, comprese, spiega l’Osservatore “le loro implicazioni pratiche e senza mai mettere in discussione l’unicità, la fedeltà e l’indissolubilità del matrimonio cristiano”. Il quotidiano sottolinea che è stato ricordato anche che “al Sinodo non si tiene un referendum, ma un dialogo”. Alcuni interventi hanno trattato della questione degli omosessuali ed è stata chiesta, spiega sempre l’ Osservatore “una formulazione che tenga conto delle persone, ma che non contraddica in alcun modo la dottrina cattolica su matrimonio e famiglia”.

Sulla relazione e sul dibattito in corso sono intervenuti ieri anche due importanti cardinali che già alla vigilia avevano espresso contrarietà alle tesi di Kasper. Il prefetto della Congregazione per la dottrina delle fede il cardinale tedesco Gerhard Ludwig Müller ha contestato la decisione di non rendere pubblici gli interventi in aula, anche se ha ammesso che nel Sinodo vi è stata una buona discussione. Il cardinale americano Raymond Leo Burke, prefetto della Segnatura apostolica, ha parlato invece in un’intervista che uscita martedì 14 ottobre sul Foglio di “informazione manipolata”: “L’informazione viene manipolata e c’è un numero consistente di vescovi che non accetta le idee di apertura, ma pochi lo sanno”. Secondo Burke si da rilievo “solo ad una tesi” e tutto ciò “provoca un grave danno per la fede”. Il prefetto della segnatura spiega che già 30 anni fa si discuteva di una nuova disciplina sul tema della comunione, poi “da febbraio ha ripreso vigore e la si è lasciata colpevolmente crescere. Ma tutto questo deve finire”. Burke dice di attendersi un “pronunciamento” del papa, che “può solo essere in continuità con l’insegnamento dato dalla Chiesa in tutta la sua storia”.

Da ieri pomeriggio il dibattito tra i padri sinodali si sta svolge nei 10 gruppi linguistici definiti “circoli minori”.

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