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venerdì 24 novembre 2017
 
Negli asili comunali
 

Emilia Romagna, da settembre obbligo di vaccinazioni in regola

06/07/2016  La proposta di legge della Regione è diventata progetto di legge, il primo in Italia. I vaccini richiesti saranno quelli contro difterite, tetano, poliomelite ed epatite B. Le famiglie avranno un anno di tempo per adeguarsi, dopo di che scatterà il divieto di frequenza per i non adempienti. Ma il popolo degli anti-vaccini promette battaglie in tribunale.

Entrerà in vigore già dal prossimo settembre l’obbligo di avere il libretto delle vaccinazioni in regola per i bambini iscritti agli asili comunali dell’ Emilia Romagna. La proposta di legge della Regione, infatti, nei giorni scorsi è diventata progetto di legge - primo in Italia - e l’iter dovrebbe concludersi entro l’estate. I vaccini richiesti saranno quelli contro difterite, tetano, poliomelite ed epatite B. «Si tratta di una battaglia di civiltà, perché abbiamo a cuore la salute dei bambini», ha dichiarato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini. 

Le famiglie avranno un anno di tempo per adeguarsi, dopo di che scatterà il divieto di frequenza per i non adempienti. A suggerire il provvedimento, come ormai noto, il calo progressivo delle vaccinazioni di prassi nei primi due anni di vita dei bambini, scese sotto la soglia del 95% in tutte le Ausl emiliano-romagnole tranne che a Piacenza, Parma e Imola. Maglia nera a Rimini, dove si è arrivati a un record negativo con l’87,5% di bimbi vaccinati. E proprio da Rimini, dove ha sede Comilva, il coordinamento del movimento italiano per la libertà delle vaccinazioni, parte la rivolta contro la legge regionale del popolo “antivax”, che già da oggi annuncia una valanga di ricorsi.

«Attendiamo la nuova legge regionale e poi la combatteremo per vie legali perché è un provvedimento irragionevole, che ha profili di incostituzionalità», ha dichiarato Claudio Simion, presidente di Comilva . Secondo l’associazione, il provvedimento della giunta regionale contrasta con l’analoga legge regionale sul diritto all’obiezione vaccinale, operativa da sette anni. E poi, conclude Simion, «sarà inapplicabile, stante l’alto numero di obiettori e danneggiati da vaccini in Emilia Romagna». La promessa è quella di vedersela in tribunale. L’ultima parola, tanto per cambiare, spetterà ai giudici.

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