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Buon compleanno Amadeus. Se tu fossi qui, ti chiederei...

27/01/2017  Cosa chiederesti a Wolfgang Amadeus Mozart se lui fosse qui? La domanda rivolta ad alcuni musicisti nel giorno del 261mo compleanno del grande compositore austriaco

Oggi Wolfgang Amadeus Mozart, nato a Salisburgo il 27 gennaio 1756, compie 261 anni. Come accade ogni anno, la ricorrenza viene celebrata in tutto il mondo con vari concerti. “Buon compleanno Amadeus!” è il titolo della serata organizzata al Parco della Musica di Roma. Sul palco due star. La voce di Cecilia Bartoli e Sir Antonio Pappano, alla guida dell’Orchestra e Coro dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia, regaleranno al pubblico una bella scorpacciata di Mozart con  musica sacra, arie d’opera e da concerto, sinfonie intere e parti di sinfonie. La ricorrenza ci ha suggerito un giochino. Immaginiamo che,  proprio nel giorno del suo compleanno, Mozart volesse stupirci venendoci a trovate sulla Terra, anche solo per pochi minuti? Superato lo sbigottimento e l’emozione, che cosa gli chiederebbero cantanti direttori d’ orchestra  e pianisti? Sentiamo che cosa ci hanno risposto.

Sir Antonio Pappano, direttore d’orchestra britannico, dal 2005 Direttore Musicale, dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia: “Non gli farei domande, ma vorrei vedere come suona il pianoforte, come dirige l’orchestra e se è duro  con i musicisti. Poi vorrei sperimentare il suo formidabile orecchio”.

Cecilia Bartoli, mezzosoprano, da anni acclamata nei principali teatri del mondo, una lunga consuetudine con la vocalità mozartiana (si presentò con delle arie di Mozart alla sua prima audizione con Herbert von Karajan): “Gli chiederei di scrivere un’aria per me”.

Joyce Di Donato, mezzosoprano statunitense, vincitrice nel 2012 di un Grammy Award con l’album “Diva”: “Gli direi semplicemente: grazie mille!”

Alex Esposito, basso baritono con vari ruoli mozartiani in repertorio (ricordiamo uno strepitoso Papageno nel “Flauto magico” con la regia di Damiano Michieletto e la direzione di Antonello Manacorda al Teatro La Fenice di Venezia): “Visti gli intrecci delle suo opere, forse gli chiederei se abbia  mai condotto degli studi psicologici sugli equilibri dell’amore”.

Rinaldo Alessandrini, clavicembalista e direttore d’orchestra, di recente ha inciso per Alpha tre concerti per pianoforte e orchestra di Mozart insieme al pianista Olivier Cavé: “Gli chiederei che cosa significano certe indicazioni di tempo nelle sue opere, alcune delle quali sono decisamente nebulose”.

Speranza Scappucci, direttore d’orchestra (stasera dirige al Teatro dell’Opera di Roma l’ultima recita di un  “Così fan tutte” acclamato dal pubblico e dalla critica). “Gli chiederei di sedersi al pianoforte con me e di suonare qualcosa a quattro mani”.

Maxim Mironov, tenore russo, specialista del belcanto con diversi ruoli mozartiani in repertorio: “L’idea di fare una domanda a un genio come Mozart mi metterebbe in profonda crisi. Ma alla fine un consiglio glielo chiederei: come devo fare i recitativi nelle sue opere”.

Alessandro Taverna, pianista, a febbraio si esibirà prima a Modena, poi alla Scala nel primo e secondo Concerto di Liszt accompagnato dall’Orchestra Filarmonica della Scala: “Da pianista gli chiederei di  improvvisare una delle cadenze dei suoi concerti, tra quelle che non ha lasciato scritte, come per i grandi capolavori K466 e K467, magari su un pianoforte costruito ai nostri giorni. Sono convinto che ne trarrebbe delle soluzioni interpretative e musicali innovative. Poi, se si fermasse sulla Terra per un paio d’ore, lo inviterei ad assistere con il suo librettista Da Ponte a una delle loro creazioni allestita in chiave moderna. Se soddisfatti, gli chiederei di scattarsi un selfie di gruppo alla fine della rappresentazione con gli orchestrali, i cantanti, il direttore d’orchestra e i regista. Se non lo troveremo pubblicato su Facebook, vorrà dire che avranno opposto pollice verso”.

Juan Francisco Gatell, tenore argentino, interprete in questi giorni del “Così fan tutte “al Teatro dell’Opera di Roma, in marzo sarà Tamino nel “Flauto magico” all’Opera di Firenze : “Non gli direi nulla, lo abbraccerei e basta”.

Vittorio Prato, baritono, appena tornato dal Festival Internazionale di Cartagena, dove ha interpretato “Le nozze di Figaro”: “Gli chiederei due cose. Quando eri piccolo e il tuo babbo barava sulla tua età ti mettevi a ridere? Ti dava fastidio?. Poi non potrei fare a meno di chiedergli: Wolfy, ci facciamo un selfie?”

Infine, l’autore di questo articolo, che musicista non è, che cosa chiederebbe a Mozart? Amadeus, sei morto a soli 35 anni e ci hai lasciato una quantità incredibile di capolavori. Se vivevi ancora qualche anno, che cosa avresti combinato?

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