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domenica 16 dicembre 2018
 
 

Mattarella, il precursore dell'Ulivo che si "scontrò" con Berlusconi

28/01/2015  Giudice costituzionale dal 2011, fondatore del Partito Popolare e dell’Ulivo, ha dato il nome alla legge elettorale che avviò l'Italia verso il maggioritario: il "Mattarellum". Nel 1990 si dimise da ministro contro l'approvazione della legge Mammì aprendo le ostilità contro Fininvest e l'impero Tv dell'ex Cavaliere

Ciriaco De Mita disse che «in confronto a lui, Arnaldo Forlani era un movimentista». Lui è Sergio Mattarella, ora giudice costituzionale e padre del “Mattarellum”, la legge elettorale nata dopo il referendum del 1993 che fece imboccare all’Italia la strada del maggioritario. Criticata all’epoca, è stata assai rimpianta quando arrivò il celebre Porcellum.

74 anni, palermitano, ex democristiano. Figlio di Bernardo, membro della Costituente, più volte ministro e ed esponente di spicco della Democrazia cristiana, la carriera politica di Sergio Mattarella comincia con la tragica morte del fratello Piersanti, il presidente della Regione Sicilia assassinato dalla mafia il 6 gennaio del 1980 per aver avviato un rinnovamento delle istituzioni locali per niente gradito ai boss. Cresciuto nella corrente Dc che faceva capo Aldo Moro, entra infatti in Parlamento nel 1983, in “quota” Zaccagnini.

 Nel 1987 diventa ministro dei rapporti con il Parlamento nei governi De Mita e Goria. Poi ministro dell'Istruzione con Giulio Andreotti, carica dalla quale si dimette nel 1990 in segno di protesta contro l'approvazione della legge Mammì aprendo così le ostilità verso Silvio Berlusconi essendo Fininvest tra i principali beneficiari di quella legge che normava il mercato radiotelevisivo in sostanza legittimando la situazione esistente in quel momento. Sopravvissuto alla fine della prima Repubblica, nella seconda riceve da Massimo D'Alema gli incarichi prima di vicepresidente del consiglio poi di titolare della Difesa e sarà ministro anche del governo Amato. Nel 2001 viene rieletto alla Camera con la Margherita. Riconfermato nel 2006 per la lista dell'Ulivo. Nel 2008, alla caduta del governo Prodi, cessa il suo mandato in Parlamento e dal 2011 è giudice della Corte costituzionale.

Ex esponente della sinistra democristiana, Mattarella è sempre stato un moderato di centrosinistra e un pioniere dell'Ulivo di Romano Prodi. Fondatore con altri del Partito Popolare, quando Rocco Buttiglione si allea con il leader di Forza Italia in vista delle elezioni del '96, lui va con Prodi con il quale darà vita all'Ulivo.

Oltre che nella vicenda della legge Mammì e che nella scelta di Prodi, l'antipatia di Mattarella per Berlusconi si manifestò anche quando Forza Italia venne ammessa nel Partito Popolare Europeo, da lui definita la realizzazione di “un incubo irrazionale”.

 
 
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