logo san paolo
mercoledì 26 aprile 2017
 
Christian Albini
 

«Ciao, prof»: i funerali del teologo col grembiule

11/01/2017  Il saluto di uno dei suoi studenti: «Quante volte ho pensato che ti facevamo ammattire perchè disattenti e chiassosi. Non siamo stati i migliori allievi possibili, eppure tu non perdevi mai la pazienza. Oggi qui in chiesa ci hai messo davvero tutti in silenzio». Occhi lucidi e tanti inteventi.

La rubrica che Christian Albini teneva ogni mese su Jesus avevamo voluto intitolarla, di comune accordo, “Un popolo chiamato Chiesa”. Quel popolo è sembrato darsi appuntamento in massa ai suoi funerali, martedì 10 gennaio, nella parrocchia di San Giacomo Maggiore a Crema. La chiesa settecentesca traboccava di fedeli, amici vicini e lontani che hanno voluto dare l’ultimo saluto al giovane teologo morto nelle prime ore di lunedì, aggredito da un male che lo ha prosciugato in poche settimane. Quarantatre anni, sposato con Silvia, padre di Davide, Michele e Sofia, Christian insegnava religione all’Itcg Pacioli di Crema, collaborava a giornali e riviste, scriveva libri e aveva un blog molto seguito, intitolato “Sperare per tutti”, che da alcuni anni era diventato un punto di riferimento per tanti credenti e comunità cristiane in Italia e anche all’estero.

Proprio sul suo blog, il 28 dicembre, qualche giorno dopo aver saputo della malattia gravissima che lo aveva colpito, aveva scritto – con la sua consueta delicatezza – una sorta di avviso ai naviganti: «In questo periodo alcuni problemi fisici mi rendono difficile concentrarmi e scrivere. A parte pochi momenti, che sto dedicando alla conclusione di un libro a cui tengo, sento di non avere le forze psico-fisiche. Sono momenti in cui bisogna scavare dentro, cercare nella nudità con quella che Arturo Paoli definiva “la pazienza del nulla”. Non grandi pensieri, ma piccoli frammenti, scaglie d'oro da setacciare in tutta la nostra sabbia. Siamo povera cosa, ma la nostra fragile umanità è la pasta in cui Dio ha deciso di depositare il lievito del Regno».

«La tua grande umanità, caro Christian, è stata davvero un esempio per tutti noi», ha detto il parroco don Michelangelo Nufi durante il funerale. E ne ha ricordato l’impegno in parrocchia, alla guida del Centro di spiritualità diocesano e anche la dedizione a fianco dei più deboli, in particolare i disabili. Di fronte alle centinaia di persone che affollavano la chiesa fino al portone e al sagrato, si sono succedute numerose testimonianze e ricordi di Christian: «Ha sempre cercato di far regnare su di sé il Signore Gesù, in maniera silenziosa umile e nascosta», ha detto Guido Dotti, monaco della Comunità di Bose, riportando il messaggio del priore Enzo Bianchi. «E questo rivelava poi tutta la sua efficacia nel suo scrivere, parlare e agire: irradiava quietamente una grande forza di pazienza e di pace. Posso dire in fondo di aver più ricevuto che dato, dalla sua fede salda e perseverante, anche nelle prove e tribolazioni, e dal suo sguardo che sapeva in ogni situazione vedere grande e guardare lontano».

Madre Rosangela, religiosa canossiana che è stata la catechista di Christian bambino, ha ricordato: «Sin da piccolo sei stato una persona curiosa, che non si accontentava delle risposte semplici, sempre in ricerca. Ora ti accompagni a Dio la gratitudine per quanto hai donato a noi, cercatori di speranza». «Ciao, prof», è stato il saluto di uno dei suoi studenti del Pacioli. «Quante volte ho pensato che ti facevamo ammattire con la nostra disattenzione e il nostro rumore in classe. Non siamo stati i migliori allievi possibili, eppure tu non perdevi mai la pazienza. Oggi qui in chiesa ci hai messo davvero tutti in silenzio». In silenzio e con gli occhi lucidi, questo “popolo chiamato Chiesa” che ha stipato la navata della parrocchia ha accompagnato Christian fino all’ultima tappa, al cimitero di Crema. Ma la lezione di questo brillante e insieme semplice credente, morto così giovane, restano più vivi che mai nella testa e nel cuore di chi lo ha conosciuto personalmente o attraverso i suoi scritti di «teologo con i piatti da lavare»: perché, come aveva scritto lui stesso in uno dei suoi interventi mensili su Jesus, «se non si colma l’interruzione tra la riflessione teologica e il quotidiano della Chiesa e delle persone, la vita cristiana ne risulterà impoverita».

I vostri commenti
5
scrivi

Stai visualizzando  dei 5 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo