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Dolomiti accessibili: quando la montagna non conosce barriere

21/12/2017 

“A differenza dell’ambiente urbano, dove le barriere architettoniche sono dei limiti artificiali che discriminano le persone con ridotte capacità motorie, l’ambiente montano presenta degli ostacoli naturali che non distinguono fra persone abili o disabili. L’alta quota pone limiti e barriere, costringe tutti a mettersi in gioco, a sviluppare grande forza morale e carattere, in questo sono spesso le persone con disabilità ad indicare strade e soluzioni non convenzionali”.

 

È questa la consapevolezza che sta alla base del progetto di inclusività sociale “Conoscenza e fruizione del sito Dolomiti Unesco da parte delle persone diversamente abili, attraverso la pianificazione degli strumenti di accessibilità specifica”, finanziato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (Legge n. 77/2006, recante “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella 'lista del patrimonio mondiale', posti sotto la tutela dell'Unesco”), e implementato dalla Fondazione Dolomiti Unesco, con sede a Cortina D'Ampezzo. Sono già stati catalogati 22 itinerari accessibili, e altri potranno essere aggiunti; sono gradite segnalazioni da parte di conoscitori del territorio dolomitico.

 

Sono già accessibili Passo San Pellegrino-Rifugio Fuciade, lunghezza 3.000 metri, fascia altimetrica 1.500-2.000, percorso facile, nessuna preparazione atletica, accessibile a disabili motori. Oppure lo Staulanza-Città di Fiume, lo Zoppè-Talamini, la Val S. Nicolò, Malga Ciapela-Serrai Sottoguda, Passo Rolle-Baita Segantini, Pecòl-Malga Pioda, Sentiero Orsera-V. Canzoi, il Rifugio Pussa, il Rifugio Padova, il Rifugio Giaf, la Val Fiscalina, Prato Piazza, Rifugio Auronzo-Forcella Lavaredo, Rifugio Lunelli, Sentiero Zannes, Compaccio-Baita Sanon, il lago di Carezza, Lavazè-malga Campo Costa, Passo Oclini-malga Corandin, lago di Tovel, Percorso arte Stenico.

 

Il territorio interessato, molto esteso e articolato, - si tratta di nove sistemi montuosi tra loro separati da vallate, fiumi, altri gruppi di montagne - è riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall'Unesco; si estende su cinque province - Belluno, Bolzano, Pordenone, Trento, Udine -, e due regioni - Friuli Venezia Giulia e Veneto -, per un totale di 142.000 ettari. Grazie alla collaborazione dell’Accademia della Montagna del Trentino, e secondo criteri tecnici individuati insieme alle locali associazioni che si occupano di sport e disabilità, la Fondazione Dolomiti Unesco ha sviluppato un database, unico per tutto il territorio, di sentieri accessibili – non solo ai disabili, ma anche agli anziani, ai bambini e, in genere, a chiunque abbia limitate capacità motorie o sensoriali -, sia in autonomia che in accompagnamento, e quindi realizzerà una mappa interattiva che verrà pubblicata nel portale di promozione turistica congiunta del Bene, www.visitdolomites.com, in una sezione dedicata alle “Dolomiti accessibili”.

 

«Il 26 giugno 2009 le Dolomiti sono state riconosciute Patrimonio dell'Umanità per il loro valore estetico e paesaggistico e per l’importanza scientifica a livello geologico e geomorfologico - spiega Marcella Morandini, direttrice della Fondazione Dolomiti Unesco -; è un grande onore, ma anche una grande responsabilità. Questo marchio non va banalizzato. L'Unesco è l'Organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa di cultura, pace, educazione, informazione. Nel 2010 abbiamo costituito una Fondazione specifica, perché riteniamo che il modo migliore per valorizzare il territorio sia la sinergia fra quanti lo gestiscono e lo amministrano. Il settore del turismo qui ha un grande potenziale. Il 2017 ha registrato una crescita a doppia cifra. In quota si possono incontrare sudamericani, giapponesi e neozelandesi. Vogliamo che questo patrimonio sia fruibile a tutti, che chiunque possa godere degli straordinari paesaggi dolomitici. E vogliamo educare le comunità alla presa di coscienza dell'importanza di questo patrimonio e all'impegno a tramandarlo alle generazioni future. È un grande messaggio di pace», parola di camminatrice originaria della Val di Fiemme.

 

Accessibile non significa che ci possono andare tutti, pertanto con la scheda ogni persona potrà fare un’autovalutazione delle proprie capacità e capire se quel tal percorso è fattibile per sé. Primo passo è stato la catalogazione dei sentieri, già mappati, che potevano essere di interesse; sono stati individuati anche dei percorsi con delle criticità, ma che potevano essere aggiustate. Poi sono state realizzate le schede descrittive, riportanti le informazioni utili all’utenza di riferimento: tipologia del fondo, pendenza, se il sentiero è sterrato piuttosto che asfaltato, presenza di ostacoli, la presenza di servizi igienici, di parcheggi, se c'è copertura internet, rete telefonica…  Sono tutte passeggiate più o meno in quota (fino a 2.000 metri), dove si può arrivare autonomamente, o con mezzo di trasporto, come la seggiovia. 

 

Contestualmente sono stati sviluppati due corsi di formazione specifici (Guide Alpine, accompagnatori territoriali e maestri di sci) sui temi dell’accompagnamento in montagna di persone diversamente abili, dal punto di vista giuridico ed economico. Un tema sensibile all’interno della formazione ha riguardato l’utente autistico, che ha esigenze particolari.

 

PER SAPERNE DI PIÙ

http://www.dolomitiunesco.info/la-fondazione-dolomiti-unesco/

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