«Anna la conoscevo da quando era ragazza, frequentava la nostra parrocchia ed era impegnata prima come aiuto catechista, poi come catechista e nell’esperienza dei bambini dei gruppi famiglia. Era disponibile per tutti e sicuramente la sua scelta lavorativa come operatrice sociosanitaria si inserisce nel solco della sua persona, nella sua chiamata di mettersi a servizio». Il 79enne don Vincenzo Zoccoli, dal 1981 parroco a Catanzaro del “Santissimo Salvatore”, circa 3.500 abitanti, partecipa con un cuore di padre spirituale e di pastore alla tragedia che ha colpito una famiglia della sua comunità, sempre presente alla Messa domenicale fino al 19 aprile scorso. «Quando arrivavano in chiesa con i tre bambini, era una gioia per tutti vederli. E lei sorrideva». Quel sorriso si è spento l’altra notte per sempre, quando Anna Democrito – 46 anni – si è buttata dal balcone di casa sua con i figli, morendo sul colpo con i due maschietti.

Don Vincenzo Zoccoli, 79 anni, parroco del Santissimo Salvatore a Catanzaro

Una famiglia, quella di Anna e del marito Francesco, che don Vincenzo ha visto nascere perché neppure un decennio fa aveva benedetto le loro nozze in parrocchia. «Dopo abbiamo festeggiato nel cortile senza andare al ristorante, come una grande famiglia di famiglie, come facevano i primi cristiani», commenta don Zoccoli, che però prima del matrimonio aveva ravvisato quanto «il dolore per la perdita del padre avesse toccato Anna: aveva perso un po’ di equilibrio».

Dall’unione con Francesco, anche lui oss nella stessa Rsa (Residenza sanitaria assistenziale) catanzarese dove lavorava Anna, sono nati tre figli: la primogenita Maria Luce, neppure 6 anni, è ricoverata da stanotte in rianimazione all’ospedale pediatrico Gaslini di Genova, in condizioni per ora stabili ma con prognosi riservata, dopo quel volo di tre piani dall’appartamento di Catanzaro in cui hanno perso la vita i fratellini Nicola, 4 anni, e Giuseppe, appena 4 mesi, nato a dicembre e battezzato lo scorso 19 marzo, proprio nella festa dello Sposo di Maria.

«Anna amava la vita ma era stanca, depressa, preoccupata e in ansia per i bambini. Le ho consigliato più volte di chiedere aiuto ai medici, anche lunedì scorso, ma doveva essere una sua scelta personale. Per gli impegni con i figli e con il lavoro la vedevo solo a Messa, man mano aveva lasciato gli altri incarichi in parrocchia». E i parrocchiani ieri sera si sono ritrovati in chiesa per una veglia di preghiera. «Il papà sta trovando un senso attaccandosi a Maria Luce: ci siamo sentiti stamattina e penso che troverà la forza in questa bambina. È accanto a lei all’ospedale Gaslini», racconta don Vincenzo.

Vicinanza alla famiglia e all’intera comunità cittadina è stata espressa da monsignor Claudio Maniago, arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, che si è detto «profondamente addolorato per la tragedia» e ha affidato «alla misericordia di Dio Anna e i due piccoli che hanno perso la vita in circostanze tanto drammatiche». Il suo pensiero è andato anche «alla bambina sopravvissuta, che lotta per la vita, perché il Signore le doni forza, speranza e sostegno attraverso le cure dei medici e la vicinanza di quanti le vogliono bene». Ha espresso la sua vicinanza paterna «al marito, ai familiari e a tutta la comunità, invitando tutti a unirsi nel silenzio e nella preghiera. È un tempo in cui affidare al Signore il dolore che ci attraversa e stringersi gli uni agli altri nella speranza. Davanti a una tragedia così grande non possiamo restare indifferenti. Siamo chiamati a custodire chi soffre, a riconoscere il dolore nascosto che abita tante vite e a costruire comunità capaci di ascolto, vicinanza e amore».