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Associazioni culturali
 

Donne di carta per promuovere la lettura

30/04/2015  L'associazione promuove la lettura con flash-mob in luoghi pubblici, recitando brani imparati a memoria, e sostiene iniziative speciali, come quella fra le detenute di Rebibbia.

La passione di Ray Bradbury per i libri iniziò molto presto. Nato nel 1920 in un piccolo paese dell’Illinois, lo scrittore era un assiduo frequentatore delle librerie di cui lamentava l’assenza di romanzi fantascientifici scritti con un linguaggio semplice e diretto, come quelli di H. G. Wells, perché ritenuti poco eruditi. Non è un caso se Fahrenheit 451, il suo capolavoro, ruota intorno al tema dell’accessibilità alla cultura.

Ambientato in un futuro imprecisato, Bradbury descrive una società in cui la lettura è considerata un reato e l’unico mass media ammesso è la televisione. I libri vengono bruciati e l’unico modo per salvare il patrimonio scritto dell’umanità è imparare i libri a memoria. A distanza di oltre mezzo secolo dalla sua pubblicazione, lo spirito del libro cult di Bradbury rivive nell’Associazione no profit Donne di carta.

Fondata nel 2008 da quattro donne legate al mondo dell’editoria, Donne di Carta promuove la lettura e la tutela della bibliodiversità. “La nascita dell’Associazione è molto legata alla promozione di un’editoria di qualità, la cosiddetta piccola editoria, che rischia di venir soffocata dalla grande distribuzione”, commenta Olga Ciofini, vicesegretaria dell’Associazione “per promuovere l’amore verso la lettura e il rapporto con i libri, Donne di Carta organizza una serie di iniziative che coinvolgono diverse forme espressive artistiche come la danza, la musica e la pittura”. Una di queste iniziative sono le persone libro, che imparano a memoria interi brani di letteratura e le ripetono a voce alta davanti al pubblico di un flash mob oppure ai passeggeri un po’ increduli e frastornati di un mezzo pubblico.

Guidate sempre da una grande curiosità e dalla voglia di sperimentare nuove formule espressive, per Donne di Carta la svolta arriva nel 2009 quando la loro strada si incrocia con il Proyecto Fahrenheit 451 - las personas libro di Madrid. E’ allora che l’orizzonte dell’Associazione si amplia e arricchisce di una nuova linfa vitale, di cui le persone libro sono la parte più militante. Ben presto, la loro visione della lettura prenderà forma nella “Carta dei Diritti della Lettura”, un vero e proprio documento che definisce i diritti irrinunciabili dei lettori, insignito della Medaglia del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. 

“La prima volta che le ho viste ero in un caffè letterario, alla presentazione di un libro. E’ stato molto emozionante sentirle raccontare il percorso dell’autrice attraverso le sue opere”, esordisce Laura Nibi, nuovo membro dell’Associazione “imparare un brano a memoria significa impossessarsene, farlo tuo, per poi donarlo agli ascoltatori e, nel raccontarlo, comunicare qualcosa di te. C’è sempre qualcosa di soggettivo nella scelta di un brano. Ognuna di noi ha il suo stile che si manifesta nella scelta dei testi e nel modo in cui i brani vengono ripetuti ad alta voce”.

Sin dalla sua nascita,
Donne di Carta ha dedicato ampio spazio alle iniziative in contesti marginali e difficili, come alcuni progetti speciali rivolti alle detenute del carcere di Rebibbia. Uno di questi è la coperta: ogni mese, un gruppo di volontarie e detenute si ritrovano intorno a un cerchio in una stanza, sotto una coperta immaginaria. Un luogo sicuro, protetto, senza spazio né tempo dove esprimersi senza temere il giudizio altrui diviene naturale. Ed è più facile farlo attraverso le parole di un personaggio letterario oppure recitando una poesia scritta da una di loro, con l’intento di fermare l’intensità di un momento di condivisione.

Tra le detenute che questa settimana hanno preso parte alla coperta c’era anche Sylvie Lubamba, l’ex show girl di Chiambretti che lo scorso Giovedì Santo era tra i dodici detenuti ai quali Papa Francesco ha lavato i piedi in carcere.
“Durante quella dimensione fantastica che è la coperta, Sylvie ha raccontato dell’attesa che ha preceduto l’arrivo di Papa Francesco. Poi, ha parlato di tre miracoli che le sono avvenuti”, conclude Amalia Romano, socia storica di Donne di Carta “il primo è stato l’essere scelta tra tanti detenuti; il secondo lo ha attribuito al non esser stata esclusa dalla lista per essere un personaggio pubblico. Il più bello è quello che lei definisce il terzo miracolo, quando Sylvie ha visto arrivare il Papa, così stanco, e ha temuto che non ce l’avrebbe fatta ad arrivare sino a lei, come in realtà è successo”.

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