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"Fattore Renzi", il Pd ringrazia

02/06/2014  Analisi dell'Istituto Demopolis: la scarsa “fedeltà” del consenso elettorale in Italia. Poco più di un italiano su due ha confermato alle Europee il voto al partito scelto alle Politiche del 2013.

Pubblichiamo il commento di Pietro Vento, direttore dell'Istituto Demopolis e responsabile della ricerca rappresentata in questi grafici.

Le Europee hanno dimostrato l’estrema variabilità del voto degli italiani, con un livello di fedeltà sempre più basso rispetto alle precedenti tornate elettorali. Se già nel 2013 soltanto il 54% aveva confermato l’opzione delle precedenti Politiche, il 25 maggio - secondo l’analisi dell’Istituto Demopolis - appena il 53% ha scelto lo stesso partito del febbraio 2013: il 45% degli italiani ha votato alle Europee una lista differente o è rimasto a casa. 

La stabilità del consenso della Prima Repubblica e degli anni delle sfide tra Prodi e Berlusconi, quando cambiava idea circa un elettore su dieci è ormai solo un ricordo. Lo dimostrano gli ultimi flussi elettorali: in poco più di un anno, nonostante la minor affluenza, il PD guadagna oltre 2 milioni e mezzo di voti, il Movimento 5 Stelle ne perde quasi 3 milioni.
 
Secondo la nostra indagine, appena 62 elettori su 100 che avevano scelto Grillo alle Politiche hanno riconfermato il voto alle Europee. Pesante appare anche la fuga di consensi dal PDL: su 100 elettori che avevano votato il partito di Berlusconi nel febbraio 2013, appena 54 hanno optato per Forza Italia il 25 maggio, in 9 hanno scelto NCD. 

È ulteriormente cresciuto anche il numero di italiani che hanno scelto di restare a casa: oltre 20 milioni di elettori si sono astenuti, un milione e mezzo ha espresso una scelta non valida. Poco più di 55 elettori su 100 hanno deciso di votare un partito alle Europee. Dei circa 7 milioni di neo-astensionisti, secondo lo studio Demopolis sui flussi elettorali, un terzo aveva scelto il Movimento 5 Stelle alle Politiche del 2013, poco più di 3 su 10 avevano optato per il PDL. Nella norma appare invece la percentuale del non voto tra gli elettori del PD e degli altri partiti.

La parte conclusiva della campagna elettorale e le scelte degli indecisi si sono rivelate ancora una volta determinanti per l’esito della competizione. Per il 34% degli elettori intervistati dall’Istituto Demopolis, Matteo Renzi è risultato molto più convincente di Grillo e di Berlusconi. Il consenso personale di cui gode oggi il Premier si è rivelato determinante nelle scelte di voto di ampia parte dei nuovi elettori del Partito Democratico. 

variazioni elettorali di Pd e M5s

partecipazione elezioni europee

neo astensionisti

capacità di convinzione

Nota informativa L’indagine è stata condotta dal 26 al 28 maggio 2014 dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, su un campione stratificato di 2.018 intervistati, rappresentativo dell’universo della popolazione italiana maggiorenne. Direzione della ricerca a cura di Pietro Vento, con la collaborazione di Giusy Montalbano e Maria Sabrina Titone. Supervisione della rilevazione con metodologia cati-cawi di Marco E. Tabacchi. Metodologia ed approfondimenti su: www.demopolis.it

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