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domenica 17 febbraio 2019
 
Universitari cattolici
 

Il nostro futuro? Nella periferia creativa del Mediterraneo

05/05/2017  A Pavia e Vigevano il congresso della Fuci si confronta con una delle realtà più drammatiche della nostra storia. Tanti mettono in discussione il radicamento dell’Europa nel Mediterraneo, mentre oggi è proprio qui che si gioca l’idea di unione di popoli su cui l’Europa è stata costruita. Entro il 2050 circa 200 milioni di persone potrebbero migrare per ragioni ambientali.

La Fuci, la Federazione universitaria cattolica italiana, c’è, resiste, continua la sua opera di formazione, con lo stile che affonda le sue radici in una storia lunga oltre 120 anni nel solco della grande tradizione del movimento cattolico della grande Azione Cattolica. I giovani hanno metabolizzato la lezione di padri nobili, prima tra tutti, il papa della Fuci, Giovanni Battista Montini, Paolo VI, e oggi, nell’era della comunicazione, dei profili social, mordi e fuggi, insistono nel cercare di ragione in modo lento e approfondito sulla realtà.

 

Da ieri e fino a domenica a Pavia si tiene il 66esimo Congresso nazionale, non solo nella prestigiosa città universitaria che a San Severino Boezio ha dedicato il suo circolo fucino, ma anche alla vicina Vigevano dove si svolgerà l’Assemblea federale. E ad una settimana dall’Assemblea dell’Ac i giovani universitari si confrontano su un tema complesso, difficile ma vitale il mediterraneo. Oltre 160 studenti provenienti da tutti gli atenei italiani, si sono radunati nell’aula storica dell’Ateneo pavese per cercare di capire dove nasce, come si vive e quali esiti potrà avere la crisi del Mediterraneo, luogo fisico e di comunità, oltre le frontiere e le barriere. Per questo la Fuci ha lanciato l’hashtag #abitareleFrontiere così come la pagina ufficiale Facebook della Federazione.

 

La Fuci ha scelto come immagine guida del Congresso un Mediterraneo frutto del collage di centinaia di volti diversi. “Con le loro sfumature – spiega Gianmarco Mancini, presidente nazionale maschile della Federazione – non solo dipingono questo mare, ma costituiscono un ponte. Abbiamo voluto sintetizzare la nostra posizione nella storia: essere noi a costruire, una tensione verso l’altro e non contro. Una scommessa incerta, ma che dice molto del nostro essere nel mondo”. Una sfida che interroga un continente. “La forma stessa della nostra Penisola – aggiunge Marianna Valzano, presidente femminile – sembra protesa verso le coste africane, un ponte. Eppure tanti mettono in discussione il radicamento dell’Europa nel Mediterraneo, mentre oggi è proprio qui che si gioca l’idea di unione di popoli su cui l’Europa è stata costruita. Non vogliamo ragionare solo su ciò che è emergenziale, ma sentiamo urgente preparare il terreno per una vera e propria integrazione”.

 

Tanti i saluti istituzionali: da quello del Magnifico Rettore Rugge al Sindaco di Pavia Massimo Deapoli, oltre naturalmente al vescovo della comunità diocesana mons. Corrado Sanguineti. Si sono poi susseguiti le brevi e significative espressioni di augurio dei compagni di viaggio e impegno ecclesiale: il direttore dell’Ufficio nazionale educazione, scuola e università della Cei Ernesto Diaco, i presidenti dell’Azione cattolica italiana Matteo Truffelli e del Movimento ecclesiale di impegno Beppe Elia, e Davide Patì, responsabile del settore beni confiscati di Libera. Il tutto nobilitato dal messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

 

"Sulle sponde del nostro mare sono nate grandi culture e si sono sviluppate le tre grandi religioni monoteiste”. Da questo intreccio parte la prolusione di mons. Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino e presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, che si è interrogato sul “Mare nostrum” come luogo di contatto o di scontro. “Il loro messaggio – prosegue – ha incontrato etnie, popoli, gruppi, intrecciandosi con il pensiero di altri, oggi questo pluralismo rimane, ma è stato intaccato dalla paura che fa ritirare in se stessi. Ogni libertà vorrebbe escludere l’altra. Così avviene in alcuni paesi del sud del Mediterraneo come anche in quelli della sponda nord. Dal globale ci rinchiudiamo nel locale e nelle illusioni, l’importante è credere che siano reali”. Eppure problemi complessi chiedono risposte condivise e non possono essere elusi, basti pensare che entro il 2050 circa 200 milioni di persone potrebbero migrare per ragioni ambientali.

 

La giornata di apertura del Congresso Fuci è stata arricchita dagli interventi di Roberta Ricucci, dell’Università di Torino, e Andrea Pase, dell’Università di Padova. “Permane – ha spiegato Ricucci, docente di Sociologia dei processi culturali – il peso dell’etichetta: gli stranieri saranno per sempre tali, cristallizzati nel nostro immaginario. Occorre aggiornare quest’idea, altrimenti sarà difficile adeguare servizi e politiche. Anche dal punto di vista religioso non sono figure cristallizzate”. Per cambiare questo paradigma Ricucci avanza “tre suggerimenti. Abbandonare l’atteggiamento culturalista, decostruire gli stereotipi per costruire relazioni nella quotidianità, ragionare sempre di più sulle similitudini, più forti delle differenze”. In questo senso è importante riscoprire il ‘Mare nostrum’.

 

“Per lo storico Fernand Braudel – ha sottolineato Pase, che insegna Geografia storica – a mettere ordine in questo mare sono i processi lunghi, che lo rendono un luogo grande e unitario. Per David Abulafia contano gli eventi e per questo lo vede come uno spazio ristretto e con una storia fatta di momenti di rottura, fino a divenire marginale nel mondo attuale”. Quale visione preferire? “Meglio una sintesi – ha concluso Pase – il Mediterraneo è stato così fertile perché c’è la giusta distanza tra le due rive, ma cosa vuol dire oggi? Nelle carte contemporanee il Mediterraneo è ai margini, il bordo inferiore dell’Europa e superiore dell’Africa, una periferia. Eppure Papa Francesco vede in esse il luogo privilegiato della Chiesa: noi siamo periferia, ma che contiene una grande forza creatrice che è la nostra forza”.

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