“La realtà è che viviamo in un pianeta di spazzatura e la politica deve prenderne atto. Questo luogo incantevole portato alla gran ribalta dai film di Rosi (Cristo si é fermato ad Eboli) e di Pasolini (Vangelo secondo Matteo) é anche simbolo della minaccia che annienta le nostre bellezze. Il mio messaggio dalla capitale della cultura è salviamo le nostre bellezze. Sono orgoglioso e felice di aver portato qui Trash People”

La monumentale installazione Trash People dell’artista Ha Shult (Hans-Jürgen Schult; Parchim, 1939) invade la capitale europea della Cultura dal 25 agosto. Tornano così a sorpresa, (dopo oltre 10 anni dalla loro improvvisa apparizione a Piazza del Popolo a Roma), i 1.000 uomini spazzatura, sculture antropomorfe realizzate dall’artista tedesco.

Si deve ad Ha Shult l’immagine imponente dei Trash People che sin dalla prima apparizione nella città di Xanten in Germania hanno attraversato il mondo, dalle Piramidi di Giza alla Grande Muraglia, passando dalle Città e piazze più famose (dalla Piazza Rossa a Mosca alla Grand Place di Bruxelles, passando dalle Alpi).  Vecchie lattine arrugginite, rifiuti in genere, plastiche e bottiglie, contenitori di detersivi, pezzi di automobile, di computer e di qualsiasi altro oggetto prodotto in larga scala dall’industria mondiale. Turisti senza passaporto, proprio come i rifiuti, che la comunità umana abbandona sul Pianeta.