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martedì 21 novembre 2017
 
la storia
 

I disabili del Cottolengo diventano meccanici in un'officina speciale

14/10/2017  Inaugurata a Torino “Meccani Cotto”, un’officina dove i ragazzi disabili potranno lavorare in collaborazione con FCA. Presenti la sindaca Appendino e la sottosegretaria Maria Elena Boschi: «San Giuseppe Cottolengo sarà anche un po’ meccanico della Provvidenza».

Nasce, nel cuore di Torino, un'officina meccanica molto speciale. Speciale innanzi tutto perché mette strumenti di eccellenza al servizio di chi fa più fatica, dedicando attenzione a ragazzi disabili, di solito emarginati dai circuiti lavorativi. Speciale anche perché si fonda sulla collaborazione tra un pilastro della fraternità torinese (la Piccola Casa della Divina Provvidenza, nota anche come Cottolengo, dal nome del suo fondatore) e un colosso dell'auto come Fca (Fiat Chrysler Automobiles).

L'officina, che si chiama MeccaniCotto, è stata inaugurata ufficialmente il 13 ottobre, anche se, in un certo senso, la sua storia è iniziata molto tempo fa. Per comprenderne le radici bisogna ritornare indietro di duecento anni, in piena rivoluzione industriale, in una città che si espande rapidamente, creando squilibri e diseguaglianze sociali. È in questo contesto che si colloca l'esperienza umana di San Giuseppe Benedetto Cottolengo (1786 – 1842), uno dei cosiddetti “santi sociali” piemontesi, una vita intera al servizio dei poveri. Il fondatore della Piccola casa della Divina Provvidenza ripeteva spesso che alle persone più fragili e provate bisogna sempre offrire il meglio, una frase che i religiosi cottolenghini, ma anche i tanti laici attivi nella struttura, hanno sempre preso molto sul serio. Ecco perché oggi, all'interno della Piccola Casa, può trovar posto un'officina per la riparazione delle auto, equipaggiata secondo gli standard di Fca, che ha messo a disposizione attrezzature e competenze attraverso il marchio Mopar, specializzato nei servizi alla clientela. In un luogo protetto e nello stesso tempo aperto al mondo, ragazzi con vari tipi di disabilità (fisica e intellettiva) saranno accompagnati e valorizzati, grazie a percorsi capaci di contrastare la dispersione scolastica ma anche di puntare a concrete opportunità lavorative.

Il progetto partirà gradualmente, a piccoli passi. Il sogno a lungo termine è quello di offrire una possibilità a più di 3.000 giovani. I primi percorsi formativi partiranno nei prossimi giorni: la manutenzione di alcune auto in servizio all'interno della struttura sarà per gli aspiranti meccanici un'utile palestra. Questa esperienza mette radici in un contesto favorevole: la scuola Cottolengo (con i suoi quasi 500 studenti) è nata proprio per favorire l'inclusione e la cooperativa ChiccoCotto, anch'essa all'interno della Piccola Casa, lavora da tempo a fianco dei ragazzi autistici, offrendo loro anche opportunità lavorative.

Boschi: «Ora San Giuseppe Cottolengo diventerà un "meccanico della Provvidenza"»

L'officina è stata inaugurata con una cerimonia alla quale hanno partecipato la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, la sindaca di Torino Chiara Appendino, il prefetto Renato Saccone e numerose altre autorità cittadine. Per FCA presente il chief operating officer Alfredo Altavilla. «Tutta l'attività di questa Piccola Casa si può riassumere in una parola: dignità» ha ricordato, durante l'inaugurazione, don Carmine Arice, padre generale Ordine Cottolengo.

«In una società che lascia indietro i più lenti, camminiamo accanto a chi fa fatica. Nulla di “strano”, però: questo è semplicemente ciò che ci viene chiesto come cristiani e come cittadini». «Probabilmente tra un anno i nostri ragazzi saranno alcuni tra i migliori meccanici in circolazione», ha aggiunto don Andrea Bonsignori, rettore della Scuola Cottolengo, che ha poi voluto lanciare una provocazione: «Quante officine meccaniche esistono? Se ognuna fosse disponibile ad assumere una persona con disabilità, noi potremmo avviare al lavoro migliaia di giovani». Sfida prontamente raccolta da Alfredo Altavilla di FCA: «Abbiamo officine di nostra proprietà all'interno delle quali possiamo inserire i giovani che vogliamo. Non dimenticheremo i vostri ragazzi». Dal canto suo, la sottosegretaria Boschi (che fin da subito ha sposato il progetto e che già nei mesi passati aveva visitato la Piccola Casa) ha sottolineato: «Io stessa ho imparato che in questo luogo l'impossibile non esiste. San Giuseppe Cottolengo si definiva “manovale della Provvidenza”. Possiamo dire che, d'ora in poi, sarà anche un po' “meccanico della provvidenza”».

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