logo san paolo
mercoledì 19 dicembre 2018
 
Francesco sull'aborto
 

«Interrompere la gravidanza significa farne fuori uno»

10/10/2018  «Si potrebbe dire che tutto il male operato nel mondo si riassume in questo: il disprezzo per la vita», ha detto il Papa durante l'udienza generale del mercoledì condannando guerre, cultura dello scarto e varie forme di sfruttamento. «Un approccio contraddittorio consente anche la soppressione della vita umana nel grembo materno in nome della salvaguardia di altri diritti», ha poi aggiunto. «Ma io vi domando: è giusto affittare un sicario per risolvere un problema?»

«Un approccio contraddittorio consente anche la soppressione della vita umana nel grembo materno in nome della salvaguardia di altri diritti». Lo ha denunciato il Papa, nella catechesi dell’udienza di oggi, dedicata al quinto comandamento. «Ma come può essere terapeutico, civile, o semplicemente umano un atto che sopprime la vita innocente e inerme nel suo sbocciare?», si è chiesto Francesco, che poi si è rivolto a braccio ai 26 mila fedeli presenti in piazza San Pietro: «Io vi domando: è giusto fare fuori una vita umana per risolvere un problema? Cosa pensate voi? È giusto o no? È giusto affittare un sicario per risolvere un problema?. Non si può, non è giusto fare fuori un essere umano, perché piccolo, per risolvere un problema: è come affittare un sicario per risolvere un problema», ha proseguito a braccio, seguito da un coro di “no” in risposta dalla piazza, come riportato dall'egnzia di stampa Sir. .

«Non uccidere è un comandamento divino che conferma la sacralità della vita umana, come dono di Dio, che nessuno, in nessuna circostanza, ha il diritto di togliere o manipolare o disprezzare», ha anche affermato Jorge Mario Bergoglio, «Uccidere è un peccato contro Dio, che è il Signore della vita, contro noi stessi e contro il prossimo», ha ricordato Francesco salutando in particolare i pellegrini provenienti dall’Egitto, dal Libano e dal Medio Oriente.

«Vale la pena di accogliere ogni vita perché ogni uomo vale il sangue di Cristo stesso. Non si può disprezzare ciò che Dio ha tanto amato!», ha esclamato il Papa, che ha concluso l’udienza di oggi con un preciso ed esigente imperativo: «Dobbiamo dire agli uomini e alle donne del mondo: non disprezzate la vita! La vita altrui, ma anche la propria, perché anche per essa vale il comando: "Non uccidere"». «A tanti giovani va detto: non disprezzare la tua esistenza! Smetti di rifiutare l’opera di Dio! Tu sei un’opera di Dio!”, ha detto Francesco, che poi ha aggiunto a braccio, rivolgendosi idealmente ai giovani, a cui è dedicato il Sinodo in corso in Vaticano: “Non vi rovinate, non vi disprezzate con le dipendenze che ti rovineranno e ti porteranno alla morte!».

«Nessuno misuri la vita secondo gli inganni di questo mondo, ma ognuno accolga sé stesso e gli altri in nome del Padre che ci ha creati”, la consegna: «Lui è amante della vita». «È bello questo», ha sottolineato ancora fuori testo: «Lo diciamo tutti insieme? Dio è amante della vita!». E la folla in piazza ha ripetuto questa frase, insieme a lui, per tre volte. “E noi tutti gli siamo così cari, che ha inviato il suo Figlio per noi”, ha concluso il Papa: “Dio infatti – dice il Vangelo – ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna».

 

I vostri commenti
24
scrivi

Stai visualizzando  dei 24 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo