«Ci auguriamo che il rispetto dell'ordine pubblico sia assicurato il più possibile dalle autorità nostre ma su questo non siamo intervenuti». Monsignor Baturi risponde alle domande dei giornalisti al termine del Consiglio permanente della Cei anche sulla possibilità che le forze dell’Ice intervengano nelle Olimpiadi invernali in Italia.

Ma quella che sale forte dai vescovi italiani è la richiesta di ristoro e solidarietà per le popolazioni colpite dalla catastrofe del ciclone Harry e particolare attenzione per la situazione di Niscemi, in Sicilia. «La situazione è grave per tante famiglie. I Vescovi si stringono alla comunità anche per un aiuto concreto», ha detto monsignor Giuseppe Baturi, segretario generale della Cei, aggiungendo che la Chiesa è sempre pronta a sostenere situazioni di emergenza.

L'arcivescovo di Cagliari e segretario della Cei, monsignor Giuseppe Baturi (ANSA)

I vescovi, riuniti a Roma dal 26 al 28 gennaio, hanno riflettuto anche sul tema dell'accoglienza dei migranti, che va inserito in una visione più ampia di Chiesa intesa come «casa della pace» in una età che è quella della forza e in cui il diritto internazionale «cede il passo alle armi e alla logica del dominio». In questo contesto la Chiesa italiana riafferma l'impegno a non rincorrere le emergenze ma ad «avviare processi» che abbiamo come pilastri l’accoglienza, l’integrazione e la tutela delle persone in movimento. «Non è un'idea astratta, ma una responsabilità storica» dice la Cei spiegando che, proprio per questo, ha deciso di rafforzare strumenti e organismi pastorali legati alle migrazioni e alla costruzione della pace, istituendo osservatori e centri di raccolta dati in collaborazione con Migrantes, Caritas e altre realtà ecclesiali così da offrire alle diocesi «strumenti concreti e condivisi» per affrontare le sfide dell'inclusione, della non violenza e della coesione sociale.

Temi centrali la difesa della vita, a cominciare dal rafforzamento delle cure palliative. «La risposta alla sofferenza non è offrire la morte, ma garantire forme di sostegno», dice il Consiglio permanente. E invita «nell'attuale assetto giuridico-normativo» a scegliere «interventi che tutelino nel miglior modo possibile la vita, favoriscano l'accompagnamento e la cura nella malattia, sostengano le famiglie nelle situazioni di sofferenza». Norme favorevoli al suicidio assistito, invece, rischiano di far sentire i più fragili «un peso per la società».

Un momento del Consiglio permanente della Cei
Un momento del Consiglio permanente della Cei

Un momento del Consiglio permanente della Cei

(ANSA)

I vescovi chiamano anche a una maggiore partecipazione anche in vista del prossimo referendum sulla giustizia. Tema sul quale il cardinale Zuppi, aprendo i lavori aveva detto: «C'è un equilibrio tra poteri dello Stato che i padri costituenti ci hanno lasciato come preziosa eredità e che è dovere preservare. Autonomia e indipendenza sono connotati essenziali per l'esercizio di un processo giusto, e tali valori devono essere perseguiti, pur nelle diverse possibili realizzazioni storiche e pluralità di opinioni e orientamenti».

I vescovi inoltre aprono ai padrini e alle madrine «in situazioni matrimoniali irregolari». In linea con «Amoris Laetitia», hanno spiegato, «è stato incoraggiato un discernimento pastorale che, pur richiedendo una vita di fede coerente, sappia trasformare la richiesta del padrinato anche per persone in situazioni matrimoniali irregolari in un'occasione di riavvicinamento e ripresa del cammino cristiano, valorizzando la dimensione dell'amicizia spirituale. È stata confermata, infine, l'urgenza di linee comuni tra le Diocesi per evitare frammentazioni e disorientamento tra i fedeli. Per questo l'orientamento è di elaborare un documento sul tema».

Sull’accoglienza per omosessuali e transgender il Consiglio Permanente della Cei ha poi «demandato alla Presidenza la costituzione di gruppi di lavoro per lo studio di linee orientative e indicazioni per la riconfigurazione territoriale delle comunità parrocchiali e l'affido della partecipazione alla cura pastorale di una comunità a un diacono o un'altra persona non insignita del carattere sacerdotale o a una comunità di persone, e anche per lo studio degli aspetti teologici, antropologici e pastorali relativi all'accoglienza di persone omoaffettive e transgender». Inoltre «viene affidato al Servizio nazionale tutela minori il compito di approntare ulteriori strumenti utili a dare indicazioni per prevenire e affrontare gli abusi di potere e di coscienza nelle comunità ecclesiali».

I vescovi si sono detti preoccupati anche per l'escalation della violenza giovanile. A questo proposito si è parlato della necessità di creare spazi di aggregazione, culturali, educativi capaci di parlare ai ragazzi e di non agire solo sul piano repressivo. A questo proposito è stato espresso apprezzamento per i sostegni nella legge di Bilancio alle scuole paritarie «presidi di libertà educativa fondamentali per il Paese».