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venerdì 18 ottobre 2019
 
Verso il Sinodo della Famiglia
 

La verità di Kasper: “Niente linee rosse, il Papa vuole un dibattito libero”

20/09/2014  Il cardinale messo in discussione per le sue "aperture" puntualizza e replica: "C'è chi vuole marcare in anticipo una linea rossa e farsi maestro del Sinodo. Ma così diventa tutto una farsa. La discussione è molto più ampia del tema divorziati e risposati".

Il Sinodo non si può ridurre ad una conta tra chi è a favore o contro la Comunione ai divorziati risposati. Il cardinale Walter Kasper, che aveva avviato il dibattito sui temi del Sinodo con la relazione introduttiva al Concistoro sulla famiglia nel febbraio scorso, è stato messo sotto accusa da alcuni altri cardinali, reo di voler cambiare la dottrina sul matrimonio della Chiesa cattolica. E ha deciso di replicare attraverso Famiglia Cristiana.

Eminenza, che impressione le hanno fatto questi attacchi?

«Mi lasci premettere una cosa: il Papa vuole un libero dibattito. Ma la discussione in corso mostra la tendenza a ridurre tutto il tema del Sinodo ad un solo ed unico punto, quello dei divorziati risposati».


Ma è un tema urgente...

«Sicuramente e secondo la volontà del Papa va discusso, ma in un contesto più ampio e integrale».


Invece?

«Quelli che insistono su questo tema vogliono, in un modo tutto diverso da come vuole il Papa, evitare ogni discussione. Marcano in anticipo una linea rossa, si fanno maestri del Sinodo  e decretano, che tutto è già detto e già deciso.  Il Sinodo diventa così una farsa e, dunque, per tantissimi fedeli, una delusione».

Lei è un po' stufo di questa unica discussione?

«Diciamo che mi ha annoiato. Il tema del Sinodo è “Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione.” Pertanto il tema che ho affrontato alla Concistoro dei cardinali, come mi è stato chiesto dal Santo Padre, era un tema molto ampio. Riguardava  “Il Vangelo della famiglia”, un tema centrale e anche urgente nel contesto del mondo odierno, in cui tante famiglie sono in difficoltà».

Qual è la vera natura del Sinodo?
«Tutta un’altra. È una assemblea di vescovi, che sono pastori delle loro Chiese locali, radunati in una atmosfera di preghiera e di ascolto per uno scambio sereno sulle loro esperienze e le sfide pastorali che vedono tra la gente e su come, ascoltando il Vangelo di Gesù Cristo e in comunione con il Papa, trovare un largo consenso sulla via da prendere, insieme con i fedeli e i sacerdoti, per indicare metodi di prassi pastorale».

E dal Vangelo quali suggerimenti possono venire?
«Intanto il Vangelo è principio, fondamento e sorgente di ogni dottrina e disciplina nella Chiesa. Il Papa lo ha ricordato nella Evangelii Gaudium, e dunque non è un codice o una legge scritta da imporre, ma il dono dello Spirito Santo tramite la fede, come spiega San Tommaso d’Aquino, quindi una bellezza da offrire come via per raggiungere  la felicità già in questa vita e poi alla fine nella vita eterna presso Dio. Così la verità ha uno scopo pastorale e la pastorale ha un fondamento nella Verità , che non è una dottrina astratta ma Gesù Cristo in persona presente nello Spirito nella sua Chiesa».

Il Concilio ha insegnato a leggere tuttavia i segni dei tempi.
«Certamente, perché è lo Spirito che guida la Chiesa a guardare i segni dei tempi. In questo modo si  può crescere in una sempre più profonda comprensione della Verità, che è di nuovo, secondo papa Francesco, una eterna novità».

Cosa si aspetta dal Sinodo?
«Spero e prego che il Sinodo non sia solo una pura e noiosa ripetizione di ciò  che, in modo del tutto presunto, andava detto da sempre, ma ci offra di scoprire la Grazia, che è sempre la stupenda e sorprendente novità di Gesù Cristo per la vita e la felicità del mondo e delle famiglie.  Soprattutto in questi tempi non facili per tutti, ma, insisto, in particolare per le famiglie».

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