9000 case vuote, 1200 che occupano e 22mila famiglie, nel frattempo, in lista d'attesa. Sono questi i numeri da far west di una Milano che "ribolle", da settimane e in realtà da anni, sul fronte casa. Ma in città c'è chi ci mette la faccia e l'impegno se l'arcivescovo Angelo Scola ha deciso e annunciato di voler donare due milioni di euro per ristrutturare 100 alloggi Aler.

E lo ha fatto informalmente la settimana scorsa quando, visitando le case di via Salomone, ghetto di occupanti e abusivi in attesa di sfratto nella periferia est, si è lasciato sfuggire la notizia: «A Milano non ci sono favelas ma forse c’è anche di peggio, come vediamo qui. Però abbiamo in ballo col Comune un bel progetto di social housing. La Caritas prenderà un centinaio di appartamenti sfitti da ristrutturare, alloggi attorno ai 50 metri quadri, per assegnarli a piccole famiglie in difficoltà. Questa sarà una piccola proposta accettabile, nel grande calderone dei problemi aperti. Un alloggio di 50 metri quadri se non sufficiente, è comunque meglio che stare in strada».

E così sarà. Con un accordo in via di definizione tra la curia, rappresentata dalla Caritas, e il Comune, la Diocesi milanese si impegnerà a ristrutturare 100 case Aler per ben due milioni di euro: uno preso dall'8 per Mille e uno dai fondi della Curia. Le case, poi, una volta sistemate verranno date a famiglie che sono già nei loro percorsi di assistenza dove la selezione delle stesse sarà gestita dal Siloe (Servizi Integrati Lavoro Orientamento Educazione della Diocesi), mentre la gestione immobiliare sarà in mano alla Fondazione San Carlo della Caritas.