logo san paolo
lunedì 21 gennaio 2019
 
 

A quando il nuovo Padre nostro?

26/01/2013 

Risponde il teologo Silvano Sirboni.
Risponde il teologo Silvano Sirboni.

Perché le modifiche introdotte dalla Cei al testo italiano del Padre nostro («non abbandonarci alla tentazione») e all’Ave Maria («del tuo grembo») non sono state ancora introdotte ovunque per i fedeli?

Aurelio V.

La nuova traduzione della Bibbia (2008) ha cercato di ovviare al malinteso che la lingua italiana poteva generare attraverso il verbo “indurre” (spingere, istigare). La nuova traduzione interpreta in modo più comprensibile l’espressione del Padre nostro alla luce dell’azione globale di Dio nei confronti dell’uomo. Questa modifica entrerà in vigore per tutti e contemporaneamente soltanto con la prossima pubblicazione della terza edizione italiana del Messale Romano (forse nel corso del 2013).

Nell’Ave Maria l’espressione «tuo grembo » era già presente nella precedente traduzione (1971). È stato invece cambiato il testo biblico del saluto angelico: «Rallegrati, piena di grazia». Mentre è più che opportuno che il Padre nostro, l’unica preghiera insegnata da Gesù, si adegui al testo biblico, l’Ave Maria, invece, resterà quasi sicuramente come ce l’ha trasmessa la secolare tradizione a partire dalla più antica traduzione latina dei Vangeli («Ave»), anche se l’attuale traduzione del testo biblico è certamente più corretta e più significativa.

I vostri commenti
32
scrivi

Stai visualizzando  dei 32 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo