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giovedì 13 dicembre 2018
 
Cesare Tavella
 

Le schiave sessuali dell'Isis dietro la morte del nostro cooperante

29/09/2015  Cesare Tavella lavorava per una Ong da sempre attiva nel riscatto delle donne e delle famiglia contadine. Mentre proprio in Bangladesh e Nepal l'Isis compra dalle famiglia povere le ragazze da spedire in Medio Oriente a far da schiave per i guerriglieri islamici.

Cesare Tavella, ucciso in Bangladesh.
Cesare Tavella, ucciso in Bangladesh.

Dal Nicaragua alla Repubblica Democratica del Congo, dal Bangladesh alle contee più povere dell’India, del Vietnam e del Bangladesh : l’ong olandese ICCO Cooperation, basata ad Amsterdam, cura e sviluppa progetti di cooperazione nel mondo intero, con azioni rivolte a incoraggiare l’indipendenza dei contadini e in generale  degli abitanti delle aree rurali più sfavorite, grazie al microcredito e a iniziative simili.

Cesare Tavella lavorava per loro, e credeva in quel che faceva. Oggetto di particolare attenzione da parte dei cooperanti di Icco, sono da sempre le donne. In società prettamente patriarcali come quelle del Bangladesh o del Nepal, sono in realtà le donne ad essere il fulcro su cui ruota intorno tutto l’equilibrio e l’economia famigliare. In questi Paesi spesso, se si é femmine, si nasce  senza essere volute, si é sposate di forza in matrimoni combinati fin dalla nascita e infine si é piegate al ruolo di manodopera a basso costo. Le ong come ICCO cercano di mettere un argine agli abusi e tentano di proteggere le donne lavorando sulla loro formazione e di conseguenza sulla loro indipendenza economica.

La rivendicazione dell’Isis dopo l’omicidio del veterinario italiano Cesare Tavella avvenuto ieri a Dacca, definisce il cooperante «uno sporco crociato» prima di proseguire con il solito fiorire di minacce verso gli occidentali. Evidentemente chi é lì per aiutare i poveri a emanciparsi non é da loro visto di buon occhio. E non c’é da stupirsene, visto che Daesh sfrutta Paesi come il Bangladesh e il Nepal, reso fragile dal terribile terremoto di aprile come vere e proprie riserve di schiave sessuali da spedire in Siria via Dubai. Tra le altre ragioni, la presenza dei combattenti Isis in Bangladesh é proprio spiegata da questo : « contrattare » l’acquisto di ragazze – RFI, Radio France International, denuncia numeri importanti, si parla di migliaia di giovani donne – a famiglie povere nelle provincie isolate del Bangladesh o nei centri nepalesi ridotti al caos dopo il sisma.

La polizia indiana é riuscita quest’estate a mettere a punto un blitz per liberare alcuni ostaggi in transito a New Delhi, ma settecento ragazze sono già state a vendute all'Isis dall’inizio di quest’anno, spesso giovanissime, appena uscite dall’infanzia. Sono quasi sempre le famiglie stesse, in miseria, a vendere le giovani, ma la spirale della corruzione che avvolge questo business squallido non risparmia nessuno: finora sono stati arrestati poliziotti, funzionari delle dogane e persino impiegati delle compagnie aeree che conducono le ragazze in Medio Oriente.

A suscitare gli appetiti degli uomini dell'Isis paiono essere soprattutto le donne dell’etnia nepalese Gurung. Due le ragioni : la loro bellezza e il fatto che questo popolo sia buddhista e induista ma non musulmano. I « teologi » dell’Isis considerano infatti che violentare una donna non musulmana non sia peccato. Anzi.

Non si sono ancora pienamente delucidate le circostanze della morte del cooperante di Ravenna. Nonostante la rivendicazione arrivata prestissimo, il Primo ministro bengalese mette in dubbio adesso il reale coinvolgimento dello Stato Islamico nell’assassinio. Certo é che uno come Cesare Tavella, un uomo che voleva bene ai poveri e voleva aiutare le donne, a quelli di Daesh non piaceva per niente. 

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