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Ravasi: «Vi racconto l’ultimo dono del mio amico Turoldo»

22/11/2016  Il centenario della nascita del prete-poeta. Il cardinale Ravasi fu legato al servita da profondo affetto e condivisione spirituale. Qui ricorda i pomeriggi trascorsi a parlare della Bibbia, quando da Sotto il Monte scendeva in Brianza. E rivela una sorpresa che gli fece negli ultimi giorni di vita...

Mercoledì 22 novembre di cento anni fa nasceva in un paesino del Friuli padre David Maria Turoldo, frate dei Servi di Maria, poeta, giornalista, predicatore, testimone appassionato di una fede che non temeva di “impolverarsi” nelle strade della terra e della storia. L’amicizia profonda che mi ha legato a lui nell’ultimo decennio della sua vita, la collaborazione nel comporre insieme volumi soprattutto attorno ai libri biblici più amati da lui e da me, i Salmi, il Cantico dei cantici, Qohelet e Giobbe, il dialogo costante che ogni domenica intessevo con lui quando dal suo eremo di Sotto il Monte scendeva nella mia casa paterna in Brianza, hanno fatto sì che ricordassi ripetutamente la sua ˆfigura in questi giorni per giornali, televisione, radio e persino Internet.

Lo faccio ora anche per Famiglia Cristiana, una rivista che egli amava e stimava, sulla quale talora interveniva, invitato dal comune amico, il direttore di allora don Leonardo Zega. Il legame, poi, si estendeva alle edizioni San Paolo presso le quali aveva pubblicato molti testi – alcuni dei quali riproposti anche recentemente in allegato al nostro settimanale – a partire da quel famoso Lungo i fi†umi..., una straordinaria versione poetica dei Salmi che aveva voluto fosse accompagnata da un mio commento. Sì, perché la Parola di Dio era stata l’anima della sua vita e la fiˆligrana ideale della sua poesia.

Non per nulla si definiva «servo e ministro della Parola» biblica, da lui cantata, approfondita, celebrata, tant’è vero che nelle sue moltissime pagine si può percorrere l’intera sequenza delle Sacre Scritture. Proprio per questo il cardinale Carlo Maria Martini, consegnandogli il Premio Lazzati aveva trovato nella fiˆgura e nell’opera di padre David il respiro dei profeti biblici, la voce che esce dal roveto ardente del Sinai e che sprizza come scintilla dalle pietre colpite dal martello di Dio, per usare un’immagine del profeta Geremia.

Ma, all’interno di questa sintonia appassionata alla Parola divina, soprattutto durante gli ultimi anni della sua vita, si era incuneato il “mostro” del male, il cancro con il suo corteo di sofferenze. Era, così, apparso anche il silenzio di Dio, anzi il misterioso intreccio-incontro tra Dio e il nulla. Esso scompaginava i pensieri e i versi di Turoldo, in particolare quelli dei Canti ultimi, forse il suo capolavoro poetico: «Dio e il Nulla – se pure l’uno dall’altro si dissocia…/ Tu non puoi non essere/ Tu devi essere,/ pure se il Nulla è il tuo oceano». Questo groviglio di luce e di tenebra aveva la sua raffigurazione emblematica nel Cristo crocifisso («Fede vera è il venerdì santo/ quando Tu non c’eri lassù») e padre David ne era stato attratto come da un gorgo avvinghiante.

Già lo era stato nelle sue poesie precedenti. Eccone qualche esempio: «E Tu, Tu, o Assente, mia lontanissima sponda… Mio Dio assente lontano… Ma Lui, Lui sempre lontano, invisibile… La tua assenza ci desola… All’incontro cercato nessuno giunge… Notte fonda, notte oscura ci fascia – nera sindone – se tu non accendi il tuo lume, Signore!… Ma tu, Signore, sei bianca statua di marmo nella notte… Un Dio che pena nel cuore dell’uomo…».

Eppure fiˆno al giorno precedente la sua morte, il 5 febbraio 1992, nella clinica milanese “San Pio X” dei Camilliani, pur in mezzo ai dolori atroci non più controllabili dalle terapie, aveva ancora continuato a dedicarsi a un’ulteriore ripresa del Salterio (era giunto al Salmo 13: «Fino a quando, Signore, continuerai a dimenticarmi…? »). Due giorni prima, il 4 febbraio, aveva concelebrato la Messa domenicale della Giornata della vita, trasmessa in televisione proprio dalla clinica, e nel pomeriggio l’avevo sentito telefonicamente per l’ultima volta.

Vorrei, allora, concludere con una forte testimonianza personale che è un po’ il suggello della nostra amicizia profonda, umana e spirituale. È un po’ la “sorpresa” estrema che egli volle riservarmi. Infatti alla sua opera teologica postuma, Il dramma è Dio (ma il titolo originale era Il dramma è di Dio), aveva apposto una lettera a me destinata, ma che aveva voluto rimanesse segreta ˆfino al momento della pubblicazione del libro. La lessi, perciò, quando ricevetti l’opera stampata ed egli era morto da un paio di mesi. Eccone il testo, datato “Festa dell’Ascensione 1991”.

«Gianfranco, mi perdonerai di chiamarti sempre così: amico delle mie – delle nostre – domeniche. È per riconoscenza di questa amicizia e di quei nostri conversari, nell’atrio della tua casa, smentendo che quella sia l’ora del “demone meridiano” (tanta invece era la serenità e la gioia di quei nostri amati colloqui); è per sdebitarmi, dico, del dono di una così ricca amicizia che ora ti dedico questo lavoro… convinto che mi perdonerai di aver osato apparire come un invasore del tuo campo biblico. Ma tu sai che non è vero. Tu più di altri sai con quanto timore e tremore mi accosto a questi abissi; e quanto mi conforta il rispetto verso di voi, insostituibili interpreti. È poi noto che scrivo soprattutto per gli amici…; per gli amici antichi, quelli della resistenza per l’“Uomo”: presenze che sempre evoco nelle mie dediche, al ˆfine di continuare appunto a “resistere”».

LE CELEBRAZIONI. TRE MESI DI INCONTRI ED EVENTI PER RICORDARLOIn occasione del centenario della nascita di padre David Maria Turoldo – avvenuta a Coderno (Udine) il 22 novembre 1916 – sono stati organ

In occasione del centenario della nascita di padre David Maria Turoldo – avvenuta a Coderno (Udine) il 22 novembre 1916 – sono stati organizzati una serie di eventi sulla figura del sacerdote-poeta. Facendo riferimento al Premio nazionale di poesia religiosa di Camposampiero (Padova) intestato allo stesso Turoldo e giunto alla XXIII edizione e con la collaborazione del Centro culturale San Paolo di Vicenza, le città di Vicenza, Padova, Udine e i paesi Camposampiero e Marano Vicentino ospiteranno l’iniziativa “David Maria Turoldo: incontri nel centenario della nascita”, in programma da novembre fino a febbraio dell’anno prossimo. Verranno proiettati film, presentati libri, celebrate Messe, eseguiti concerti, svolti incontri per conoscere il profilo biografico e i contenuti dell’opera di Turoldo, coinvolgendo gli studiosi che più hanno approfondito il suo percorso. Per informazioni: www.centroculturalesanpaolo.org

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La vita di padre Turoldo svelata da "Padre Turoldo, il poeta di Dio"
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