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Ma Giuda ha "dovuto" tradire Gesù?

12/04/2017 

Affezionato lettore di Famiglia Cristiana, le voglio esprimere alcune perplessità. Gesù si allontana dai discepoli quando nel Getsemani prega che passi da lui «questo calice». Ma se era solo, come hanno fatto gli evangelisti a saperlo? Si legge poi nel Vangelo che il tradimento di Giuda era necessario, affinché tutto si compisse. Ma allora Giuda era un traditore cosciente o un povero fratello che ha “dovuto” farlo?

PINO PAPARELLA - Molfetta (Ba)

Caro Pino, per il primo problema credo che la spiegazione sia questa: è stato Gesù stesso a raccontare, magari partendo da una domanda di Pietro, Giacomo e Giovanni che gli erano stati vicino al Getsemani. Lo possiamo dedurre dai primi versetti degli Atti degli apostoli, dove si legge che Gesù «si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio». In generale, visto che a quei tempi non c’erano registratori ma la memoria era ben allenata, quello che si trova scritto nei Vangeli deriva dalla predicazione di Gesù e dalla testimonianza dei suoi discepoli, rielaborate teologicamente dagli evangelisti a bene€cio delle comunità cristiane.

Il caso di Giuda, invece, dà molto a pensare. Il fatto che il suo tradimento sia stato preannunciato dalle Scritture di per sé non lo ha reso meno libero di scegliere (vedi Catechismo n. 599). Si tratta solo della rilettura cristiana della passione, morte e risurrezione di Gesù alla luce della Bibbia, scoprendo in essa il disegno amorevole di Dio (vedi anche Luca 24,25-26). Riguardo a Giuda, ricordo una famosa omelia di don Primo Mazzolari: «Povero Giuda. Che cosa gli sia passato nell’anima io non lo so. [...] Mi accontento di domandarvi un po’ di pietà per il nostro povero fratello Giuda. Non vergognatevi di assumere questa fratellanza. Io non me ne vergogno, perché so quante volte ho tradito il Signore». Che ne è stato di Giuda? Si è impiccato, ma non sappiamo quale sia il suo destino eterno. Tuttavia, «la Pasqua è questa parola detta a un povero Giuda come me, detta a dei poveri Giuda come voi. Questa è la gioia: che Cristo ci ama, che Cristo ci perdona, che Cristo non vuole che noi ci disperiamo».

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