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Padre Paolo e gli altri; una riflessione di Andrea Riccardi

15/05/2014  Oltre a padre Dall'Oglio, sono ancora sequestrati due vescovi di Aleppo, il siro-ortodosso Mar Gregorios Ibrahim e il greco-ortodosso Paul Yazigi. Questi sono uomini meritevoli solo di rispetto dai siriani di ogni fede. I rapimenti dimostrano l'imbarbarimento della Siria.

Sono quasi 10 mesi che Paolo Dall’Oglio è stato rapito in Siria. Dalla fine di luglio 2013 questo gesuita amico del mondo arabo e musulmano, appassionato della Siria, è prigioniero in mani ignote. È una detenzione vergognosa di un uomo generoso e audace, che ha sempre amato quella terra e che non merita questa sorte violenta. Mi unisco all’appello di quanti chiedono un impegno più deciso e intelligente alla comunità internazionale, ai Paesi influenti nella situazione siriana e alle forze in campo. Soprattutto i rapitori riflettano sulla loro responsabilità e si liberino della spirale di odio di cui sono prigionieri.

PREGHIERA PER LA PACE IN SIRIA. Purtroppo Dall’Oglio non è il solo in questa condizione. Altri religiosi cristiani sono stati rapiti in Siria. Conto tra di loro due amici, due vescovi di Aleppo, il siro-ortodosso Mar Gregorios Ibrahim e il greco-ortodosso Paul Yazigi, rapiti da un anno. Ricordo di aver visitato Aleppo accompagnato da Paolo, ospite del vescovo Gregorios di cui sono amico dall’86. Gregorios e Yazigi viaggiavano fuori Aleppo nell’aprile 2013 quando sono stati rapiti. Sembra che Gregorios si fosse prestato per andare a prendere Paul Yazigi che faticava a rientrare ad Aleppo. Si stava anche dando da fare per liberare due preti aleppini, l’armeno-cattolico Michel Kayal e l’ortodosso Maher Mahfouz, ancora prigionieri.

Questi rapimenti mostrano l’imbarbarimento della Siria, ostaggio di una guerra civile senza senso e senza fine. Non ci rassegniamo! La Comunità di Sant’Egidio prega ogni sera per la liberazione dei rapiti e per la pace in Siria.Mi chiedo come far giungere l’appello a chi li detiene. Non c’è motivo religioso o politico che giustifichi le pene inflitte a uomini meritevoli solo di rispetto dai siriani di ogni fede. Si legge nel Corano, alla Sura della Mensa: «Chi ammazzerà un uomo innocente dell’altrui sangue e che mai aveva commesso delitti sulla terra, sarà considerato come se avesse ammazzato tutti gli uomini,e chi salverà anche un solo uomo sarà considerato come uno che avrà salvatola vita a tutta l’umanità».

Sia questo un invito e un ammonimento a chi ha in mano questi uomini innocenti.

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