logo san paolo
martedì 23 ottobre 2018
 
Il teologo
 

Perché nelle chiese predomina il crocifisso?

11/09/2015  La Pasqua di risurrezione è il centro della nostra fede, ma nelle nostre chiese è sempre molto in evidenza il crocifisso, simbolo di Cristo morto e sofferente. Perché? La risposta del teologo.

La Pasqua di risurrezione è il centro della nostra fede e la festa più importante. Perché nelle nostre chiese domina Gesù morto in croce e non la sua immagine di risorto?  

Elisa

 

Nella domanda c’è una profonda intuizione. Infatti, durante i primi cinque secoli i cristiani amavano presentare la croce senza Gesù crocifisso e fino al XII secolo il Cristo in croce veniva rappresentato vivo, con la tunica bianca dei risorti e una corona sul capo non di spine, ma regale. Morte e vita erano così unite nel segno della croce. Se, a partire dal XIII secolo, una particolare sensibilità spirituale ha portato ad accentuare i patimenti di Cristo, ciò non oscura il fatto che il cuore della nostra fede resti sempre la sua risurrezione. Non senza ragione la liturgia del Venerdì Santo è tutt’altro che un rito funebre, come forse si è tentati sovente di pensare. Essa celebra, invece, la croce quale trofeo di vittoria poiché è dal sacrificio che nasce la vita; è il dono di sé che rende preziosa la nostra vita per sempre. Questo ci ricorda il crocifisso nelle nostre chiese.

I vostri commenti
7
scrivi

Stai visualizzando  dei 7 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo