logo san paolo
martedì 22 agosto 2017
 
dossier
 

De Gasperi, Schuman e Adenauer: i padri dell'Europa

23/03/2017  Tre cattolici, tre uomini di frontiera, tre perseguitati dalle dittature nazifasciste: il francese Robert Schuman, il tedesco Konrad Adenauer, l'italiano Alcide De Gasperi sono i padri fondatori dell'Unione europea, Nobel per la pace 2012.

Un francese, un tedesco, un italiano. Tre uomini di frontiera. Tre perseguitati dal nazifascismo. Tre statisti. Tre cristiani. A far compiere all'Europa i primi passi verso l'unità sono Robert Schuman, Konrad Adenauer e Alcide De Gasperi. 

Schuman nasce in Lussemburgo, studia in Germania, ha la cittadinanza tedesca fino al termine della Prima guerra mondiale, quando la Lorena - la terra natale di suo padre - torna alla Francia: e in Francia diventa deputato e ministro. Egli stesso interpreta come segni premonitori la sua data di nascita - il 29 giugno 1886, festa di San Pietro - ed il luogo di nascita - Clausen, nome che deriva dal latino chiostro - sobborgo della città di Lussemburgo. Nel 1912 comincia l'attività forense e apre il suo studio d'avvocato nella città di Metz. Si sforza di vivere con coerenza i valori evangelici nella sua vita professionale: abbassa, ad esempio, le tariffe per far sì che anche i meno abbienti possano godere dell'assistenza legale; ciò gli attira l'antipatia di alcuni colleghi.

Eletto per la prima volta deputato nel 1919, a 33 anni, Robert Schuman verrà sempre riconfermato nell'incarico - tranne durante il periodo della Seconda guerra mondiale - fino al 1962 quando, troppo malato per ripresentarsi alle elezioni legislative, deciderà di ritirarsi a Scy-Chazelles, alla periferia di Metz, dove morirà il 4 settembre 1963. Schuman sogna la riconciliazione piena tra i popoli europei e la pace per il Vecchio Continente. Lo fa anche durante gli anni bui dei due conflitti mondiali, soprattutto del secondo, durante il quale, il 14 settembre 1940, viene catturato dalla Gestapo e destinato al carcere duro, chiuso in una cella d'isolamento. Robert Schuman riesce a sopravvivere.

Tendere la mano ai nemici sconfitti, far sì che la Germania non venga frazionata in tanti piccoli staterelli e umiliata oltre misura, ma - soprattutto - mettere in comune le basi dell'economia industriale di allora: è il piano di Schuman ispirato da Jean Monnet che genera la Ceca, la Comunità economica del carbone e dell'acciaio, primo nucleo dell'Unione europea. C'è una data storica. E' il 9 maggio 1950. Robert Schuman è ministro degli Esteri del Governo Bidault. A Parigi è convocato il Consiglio dei ministri. Schuman vuole presentare il suo Piano ma sa anche che l'ostilità antitedesca è ancora molto forte in Francia e dunque teme che il suo piano venga bocciato.

Da politico lungimirante, decide che prima di proporre il progetto della "Comunità del carbone e delll'acciaio" al Consiglio dei ministri francese, ha bisogno di avere il consenso preventivo della Germania, così affida ad un collaboratore di fiducia una lettera da portare al Cancelliere Konrad Adenauer. Costui, letta la missiva, chiama telefonicamente Schuman, durante la seduta del Consiglio dei ministri francese, e annuncia l'assenso al progetto della Ceca da parte della Germania Federale.

Da sinistra: Konrad Adenauer, Alcide De Gasperi e Robert  Schuman.
Da sinistra: Konrad Adenauer, Alcide De Gasperi e Robert Schuman.

Tra i membri del Governo solo due ministri fidati, René Mayer e René Pleven, sono messi al corrente da Schuman delle sue intenzioni. Verso la fine del Consiglio, quando i ministri sono ormai stanchi e distratti, Schuman legge la dichiarazione che ha preparato e che illustra il progetto "Comunità del carbone e dell'acciaio", chiedendo che venga approvata questo nucleo embrionale di Europa unita. Il Presidente del Consiglio, Georges Bidault, si rivolge agli altri ministri sollecitando un loro parere. Come concordato, prendono subito la parola sia Mayer che Pleven che perorano la causa della "Comunità del carbone e dell'acciaio", insistendo per la sua adozione immediata.

Il Presidente Bidault non si oppone ed il progetto viene approvato. Mentre al Quai d'Orsay, la "Farnesina" di Parigi, si preparano sala, tavoli, sedie e microfoni per la conferenza stampa convocata per rendere di dominio pubblico l'adozione del nuovo progetto, la Germania Federale annuncia la sua adesione al Consiglio d'Europa. Schuman legge la sua dichiarazione: «La pace mondiale non potrebbe essere salvaguardata senza sforzi proporzionali ai pericoli che la minacciano. L'Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto. La fusione delle produzioni di carbone e di acciaio cambierà il destino di queste regioni che per lungo tempo si sono dedicate alla fabbricazione di strumenti bellici di cui più costantemente sono state le vittime». 

Non a caso l'Europa festeggia con orgoglio se stessa il 9 maggio. Quel giorno, nel 1950, Alcide De Gasperi viene informato del progetto dall'ambasciatore italiano a Parigi, Pietro Quaroni. Ill giorno dopo comunica l'adesione da parte dell'Italia al progetto della Ceca, aprendo in tal modo la strada alle adesioni successive di Belgio, Olanda e Lussemburgo.  Con Konrad Adenauer (1876-1967) e con Alcide De Gasperi (1881-1954), Robert Schuman  ha in comune, oltre ad un'intensa, vissuta fede cristiana, anche la circostanza di essere un uomo provenienti da regioni di confine, la cui formazione culturale si sviluppa tra Paesi di lingua e costumi diversi. I tre statisti sono dotati di una sorta di connaturata propensione al dialogo ed all’incontro. Sono uomini che vivono con sobrietà e rigore. Sanno ascoltare. Sono loro i padri dell'Europa.

Multimedia
Da Junker a Gentiloni, da Merkel a Hollande: 27 firme per una nuova Europa
Correlati
I vostri commenti
3
scrivi

Stai visualizzando  dei 3 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo