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lunedì 21 gennaio 2019
 
CAMILLIANI
 

Camilliani, crocevia di speranza

14/07/2014  Quattrocento anni fa moriva san Camillo de Lellis. Fedeli alla sua missione, oggi centinaia di religiosi e di laici lavorano in ospedali, case di cura, hospice: aiutano chi soffre coniugando terapie all'avanguardia e un'umanità alimentata dal Vangelo.

Si chiude il 14 luglio l’anno giubilare indetto per il quarto centenario della morte di san Camillo de Lellis, fondatore della Congregazione dei ministri degli infermi. E ieri, al termine della preghiera dell’Angelus domenicale, papa Francesco ha rivolto un caloroso saluto ai religiosi camilliani, insieme alle suore e ai laici, ai volontari e al personale sanitario che forma la grande “famiglia” camilliana: una delegazione era presente in piazza San Pietro con due vistosi striscioni per salutare il pontefice; fra loro, anche il neoeletto superiore generale dell’Ordine padre Leocir Pessini.


«Saluto con grande affetto tutti i figli e le figlie spirituali di San Camillo de Lellis, del quale domani ricorre il 400esimo anniversario della morte. Invito la famiglia camilliana, al culmine di questo anno giubilare, ad essere segno del Signore Gesù che, come il buon Samaritano, si china sulle ferite del corpo e dello spirito dell’umanità sofferente, versando l’olio della consolazione e il vino della speranza. A voi convenuti qui in piazza San Pietro, come pure agli operatori sanitari che prestano servizio nei vostri ospedali e case di cura, auguro di crescere sempre più nel carisma di carità, alimentato dal contatto quotidiano con i malati. E per favore non dimenticate di pregare per me!», ha detto Jorge Mario Bergoglio.

Un gruppo di Camilliani in piazza San Pietro, domenica 13 luglio 2014.
Un gruppo di Camilliani in piazza San Pietro, domenica 13 luglio 2014.

«È stato il giusto coronamento di una splendida giornata», ha commentato fratel Carlo Mangione, coordinatore degli eventi organizzati durante questo anno giubilare. Alla folla radunata ieri in piazza San Pietro, i camilliani hanno distribuito materiale divulgativo sul “gigante della carità” scomparso quattro secoli or sono. Lunedì 14 luglio «è possibile visitare il museo dedicato a San Camillo e la reliquia del suo cuore custodita nel Cubiculum, all’interno della Casa generalizia dell’Ordine», riferisce fratel Carlo, informando che alle ore 19 – nella chiesa di Santa Maria Maddalena che custodisce le spoglie del santo – il superiore generale padre Leocir Pessini celebra la Messa solenne.  E aggiunge: «Alle ore 21 il momento più intenso e commovente: la celebrazione del transito di san Camillo, presieduta dall’arcivescovo Zygmunt Zimowski, presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale della salute». Martedì 15 luglio a Bucchianico, paese natio del santo in provincia di Chieti, il giubileo si conclude alle 19 con una solenne celebrazione eucaristica; a presiederla, il vescovo di Trivento Domenico Angelo Scotti. Tra i concelebranti, padre Leocir Pessini e padre Emilio Blasi, superiore della Provincia romana dell’Ordine.

Nel mondo i Camilliani di voti perpetui sono 1.200, di cui circa 250 in Italia. Lo scorso anno i giovani in formazione erano 782, 157 dei quali in Burkina Faso, 144 in Thailandia e 91 nelle Filippine. La congregazione ha comunità anche in diversi Paesi europei (Spagna, Francia, Inghilterra, Irlanda, Austria, Germania, Polonia), mentre in Africa la presenza è dislocata – oltre al Burkina Faso – in Kenya, Benin e Togo. Nel continente asiatico, India, Taiwan e Vietnam si aggiungono a Filippine e Thailandia, mentre nelle Americhe i figli di san Camillo sono in Brasile, Colombia, Ecuador, Perù e Stati Uniti. A loro si affianca la Famiglia camilliana laica, riconosciuta dalla Congregazione per la vita consacrata e le società di vita apostolica come «opera propria» dell’Ordine, che conta oltre 2.500 membri.

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