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martedì 16 luglio 2019
 
 

Iva, Imu Irap: spostando le tasse più in là

28/06/2013 

Per ora si rimanda. Il pagamento dell’Imu sulla prima casa e il temuto aumento dell’Iva per ora slittano, in attesa di trovare le risorse per coprire il mancato introito.
Perché le buone intenzioni sono tante, ma resta il non trascurabile problema di trovare i soldi: abbassare le tasse è il mantra ripetuto sin dal primo giorno dal Governo Letta, a partire dall’abolizione dell’imposta sulla casa fino alla necessità di ridurre le imposizioni fiscali sul lavoro, tra le più alte d’Europa, e il tentativo di bloccare l’aumento dell’Iva.
E, se questo non bastasse, incombe anche l’incubo dell’aumento dei ticket sanitari a partire dal prossimo gennaio. Da un lato le promesse, dall’altro le risorse che non è facile trovare: secondo gli esperti per difendere lo status quo ci vorrebbero 11 miliardi. L’Italia è uscita da poco dalla procedura di infrazione europea, evitando così di pagare multe salate, ma per non tornare indietro è necessaria prudenza. Ecco quali sono le tasse su cui si continuerà a discutere nei prossimi mesi.

Iva

Era previsto dal 1° luglio ma per il momento è solo slittato di tre mesi. L’aumento dell’Iva dal 21 al 22% entrerà in vigore dal 1° ottobre e si traduce in un’entrata di 2 miliardi per lo Stato e un aumento delle spese per le famiglie di circa 200 euro l’anno.
Anzi, anche qualcosa in più: secondo la Cgia di Mestre solo sulla benzina l’aumento di Iva e accise porterebbe a rincari fino a 388 euro. Il governo è alle prese con i conti per riuscire a bloccare l’innalzamento dell’aliquota o quanto meno per rimandarla a gennaio 2014: tra le ipotesi presenti nella bozza del decreto c’è la tassazione delle sigarette elettroniche, ma i produttori insorgono.

Imu

  

La sospensione della rata di giugno, avversata dai Comuni che già l’avevano messa in conto nei loro bilanci, è l’anticamera dell’abolizione di una tassa che, pur essendo più progressiva ed equa della vecchia Ici, ha fatto storcere il naso ai proprietari di immobili, ovvero gran parte degli italiani ed è diventata un punto di principio per il Pdl che, in campagna elettorale, ne ha promesso la restituzione.
Il gettito previsto per il 2013 solo sulla prima casa è di almeno 4 miliardi di euro, in media 200 euro per contribuente. Per riuscire a eliminarla del tutto o restituire quanto versato nel 2012 ci vorrebbe un fondo di 8 miliardi di euro.
Se quindi si procede, come nelle intenzioni di Letta, per un’abolizione anche solo sulla prima casa i soldi da trovare sarebbero molti, circa due miliardi, e rimarrebbe comunque aperta la questione degli immobili industriali (che, soprattutto se fermi, sono gravati dalle aliquote più alte).

Irap

L’imposta regionale sulle attività produttive è la tassa più odiata dalle imprese e, secondo molti, la più ingiusta perché, oltre ad andare a gravare su un sistema economico già in crisi, viene calcolata sul fatturato e non sul guadagno: in pratica l’Irap è imposta sul totale delle entrate senza considerare le spese per i dipendenti o altri oneri finanziari.
Conclusione, anche l’azienda che non guadagna niente o è in perdita deve pagare l’Irap. Ad oggi, tra realtà private e pubbliche, l’imposta porta nelle casse pubbliche 22 miliardi di euro, ma il governo Monti aveva previsto per il 2014 una riduzione pari a circa 1 miliardo di euro.
Il governo Letta potrebbe fare poco di più, portando la riduzione a 2 miliardi. In realtà un taglio forte dell’Irap sarebbe necessario anche per incentivare le assunzioni: oggi un’impresa che assume si vede aumentare la base imponibile e, di conseguenza l’Irap, pur avendo in realtà un guadagno ridotto.
In più per coprire il mancato introito dall’aumento dell’Iva, si è intervenuti anche sugli acconti fiscali di Irap e Irpef: a partire dal periodo di imposta che va da ora al 31 dicembre passano dal 99% al 100% (per l’Ires si passa dal 100% al 101%).
In altre parole le seconde rate dei versamenti di acconto 2013, che scadono il 2 dicembre, saranno più care. Insomma, le buone intenzioni ci sono ma la coperta è troppo corta.

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