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Suor Carlotta Ciarrapica. La grande sfida è scoprire la vocazione

09/11/2017  La religiosa accompagna i giovani nella ricerca della propria chiamata. «Fra matrimoni, consacrazioni e altre vie, l’importante è che ciascuno trovi il senso della vita e il suo posto nel mondo»

«La vita è un dono di Dio, come vuoi usarla? Pensa, prega e decidi bene». Questo motto, rivolto ai giovani, campeggia un po’ ovunque quando ci sono di mezzo le suore Apostoline, perfino in fondo alle mail che inviano.

Ma soprattutto è una domanda (e risposta) che guida l’azione pastorale di questa congregazione religiosa fondata poco più di mezzo secolo fa dal beato Giacomo Alberione, che volle un istituto femminile per occuparsi specificatamente delle vocazioni, usando anche i mezzi di quelle comunicazioni sociali perno dell’opera del sacerdote piemontese. Vocazioni, giovani, scrittura, libri (e libreria) che da otto mesi, da quando cioè ha emesso i voti perpetui assieme a suor Maria Francesca Frasca, sono al centro della vita di suor Carlotta Ciarrapica, un vulcano di simpatia e iniziative, compreso un sussidio dal titolo Un viaggio chiamato vita… la tua, uscito da qualche settimana e in bella mostra, assieme a centinaia di altri volumi, nella libreria di via Merulana a Roma, dove la religiosa presta servizio.

«Anche questo è un modo per incontrare i giovani. E così mi sento pienamente realizzata nel servire le vocazioni, assieme alla preghiera, perché ogni persona trovi il senso della vita e il suo posto nel mondo. Adesso siamo una cinquantina di suore Apostoline tra Italia, Brasile e Polonia. Certo, dobbiamo pregare anche per le nostre di vocazioni, ma don Alberione ripeteva che non è la quantità quello che conta».

Ai giovani, sempre attraverso gli strumenti della comunicazione, compresi quelli contemporanei della Rete e dei social, le Apostoline rivolgono subito una serie di domande. Come quella iniziale, o come quest’altra: «Che vita sarebbe senza qualcuno che ti accompagni e faccia il tifo per te?».

«La nostra vocazione è anche quella di fare domande sul senso e il significato della vita, per scoprire l’unicità di ognuno di noi. E i giovani rispondono in tanti», sottolinea suor Carlotta, «quando queste domande iniziano a porsele, a condividerle tra loro. Certo, non tutti diventano preti o suore, perché don Alberione ripeteva che la prima vocazione è quella alla vita. E così vediamo sbocciare vocazioni al matrimonio, alla famiglia. E poi, dove nascono le vocazioni alla vita consacrata se non nella famiglia?».

La vocazione di suor Carlotta nella sua di famiglia ha trovato una serena accettazione: «Non sono granché praticanti, però mi hanno trasmesso dei valori autentici, che poi ho ritrovato nel mio percorso di formazione, nella parrocchia di Alatri dove sono nata, nell’Azione cattolica che ho frequentato a lungo, nel cammino di discernimento vocazionale che ho seguito grazie anche ad alcuni sacerdoti. Ecco, diciamo che Dio è entrato nella mia famiglia servendosi anche di me come strumento. I miei genitori, i due fratelli, il ragazzo con cui stavo: tutti hanno accettato serenamente la mia scelta. Ho anche una nonna tedesca, protestante luterana, con cui mi sono sempre confrontata sui temi della fede e anche lei è stata contenta quando le ho detto che volevo diventare suora».

IL CARISMA DELLE APOSTOLINE

L’incontro di Carlotta con le Apostoline è arrivato attraverso don Maurizio Mariani, allora responsabile dell’ufficio vocazioni della diocesi di Anagni: «Ho conosciuto meglio questo ambito delle vocazioni, dei libri, dell’educare i giovani. Volevo trovare il mio posto nel mondo, e quando ho scoperto questo carisma mi sono detta che era quello che cercavo e volevo da sempre».

La spiritualità delle Apostoline, del resto, è proprio in questa scelta di seguire Gesù il Maestro, che indica la strada, diventa strada e la percorre con noi. Basta sfogliare, ad esempio, Se vuoi, il mensile edito dalla congregazione e rivolto a chi nella propria vita sta cercando il meglio e con le sue scelte vuole “costruire futuro”, con quel faro costantemente puntato verso le vocazioni sacerdotali e alla vita consacrata nelle sue varie forme. E con varie forme.

«L’idea del sussidio è nata proprio perché a un certo punto ci siamo rese conto che tra il parlare di vocazioni e la pratica c’è una certa differenza», spiega suor Carlotta. «Ho voluto preparare qualcosa da dare ai giovani, anche ai tanti che passano qui in libreria, come un riferimento che li accompagni, da sfogliare magari quando hanno un po’ di tempo. Una sorta di accompagnamento materiale anche quando non siamo materialmente presenti accanto a loro. Ho raccolto molte esperienze di ascolto e ho cercato di trasmetterle in questo libro, ma non in maniera pedante, visto che ci sono anche tante schede. Se penso di scriverne altri, magari una collana? Chissà. Del resto, la vocazione alla scrittura ce l’ho da quando me la inculcò don Domenico Pompili, oggi vescovo a Rieti, che si accorse della mia predisposizione e mi faceva scrivere sui fogli diocesani».

Insomma, il termine vocazione risuona in ogni momento della giornata di queste religiose, tradotto anche in quella  «cultura vocazionale», espressione che fu usata per la prima volta nel 1993 Giovanni Paolo II in occasione della Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni e che è un altro riferimento costante per le Apostoline.

LA MISSIONE: IN ITALIA, BRASILE E POLONIA

  

Conosciute come suore Apostoline, il nome ufficiale della congregazione di cui fa parte anche suor Carlotta Ciarrapica è Istituto Regina degli apostoli per le vocazioni, proprio perché sono chiamate nella Chiesa «a occuparsi delle vocazioni», secondo il mandato specifico ricevuto dal fondatore, il beato Giacomo Alberione. La congregazione è infatti l’ultimo istituto religioso, in ordine di tempo, della grande Famiglia Paolina voluta dal beato Alberione. L’istituto è stato fondato l’8 settembre 1959, festa della Natività della beata Vergine Maria. La casa madre delle Apostoline si trova a Castel Gandolfo, il paese vicino Roma noto anche come residenza estiva dei Papi. Altre case si trovano a Roma, in piazza di Villa Fiorelli e in via Merulana, a due passi da San Giovanni, dove ha sede anche il centro vocazionale con la libreria. In Italia le Apostoline sono presenti anche a Velletri, sempre vicino Roma, con il centro Santa Maria dell’Acero, e a Pisa. Tre sono invece le case aperte in Brasile, con la comunità São Paulo a Jabaquara, la Carmopolis nell’omonima città e la libreria e centro vocazionale a Santana. Una comunità di suore Apostoline è infine presente anche in Polonia, a Skierniewice, città di 50 mila abitanti non distante da Łodz. Per conoscere maggiormente le suore Apostoline: www.apostoline.it.

Foto di Stefano Dal Pozzolo/Contrasto

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