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domenica 22 luglio 2018
 
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Si è dimesso monsignor Viganò dopo le polemiche sulla lettera di Ratzinger

21/03/2018  Passo indietro del prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede che scrive a Francesco: «Le polemiche sul mio operato destabilizzano il lavoro di riforma che Lei mi ha affidato». Il Pontefice: «Rispetto la sua decisione e accolgo, non senza qualche fatica, le sue dimissioni»

Papa Francesco ha accettato la rinuncia di monsignor Dario Edoardo Viganò, Prefetto della Segreteria per la Comunicazione dal 27 giugno 2015. Viganò era l'uomo che aveva presentato la versione, poi risultata parziale, della lettera di papa Ratzinger a sostegno di Bergoglio. A dare l'annuncio è stato il portavoce della Santa Sede, Greg Burke. Fino alla nomina del nuovo Prefetto, la struttura sarà guidata dal segretario dello stesso dicastero, monsignor Lucio Adriàn Ruiz.

«In questi ultimi giorni si sono sollevate molte polemiche circa il mio operato che, al di là delle intenzioni, destabilizza il complesso e grande lavoro di riforma che Lei mi ha affidato nel giugno del 2015 e che vede ora, grazie al contributo di moltissime persone a partire dal personale, compiere il tratto finale», scrive al Papa monsignor Viganò nella sua lettera di rinuncia, datata 19 marzo. «La ringrazio per l'accompagnamento paterno e saldo che mi ha offerto con generosità in questo tempo e per la rinnovata stima che ha voluto manifestarmi anche nel nostro ultimo incontro», prosegue.

«Nel rispetto delle persone, però, che con me hanno lavorato in questi anni e per evitare che la mia persona possa in qualche modo ritardare, danneggiare o addirittura bloccare quanto gii stabilito del Motu Proprio “L'attuale contesto comunicativo” del 27 giugno 2015, e soprattutto, per l'amore alla Chiesa e a Lei Santo Padre, Le chiedo di accogliere il mio desiderio di farmi in disparte rendendomi, se Lei lo desidera, disponibile a collaborare in altre modalità», aggiunge. «Credo che il “farmi in disparte” sia per me occasione feconda di rinnovamento - scrive ancora Viganò - o, ricordando l'incontro di Gesù con Nicodemo (Gv 31,1), il tempo nel quale imparare a “rinascere dall'alto”. Del resto non è la Chiesa dei ruoli che Lei ci ha insegnato ad amare e a vivere, ma quella del servizio, stile che da sempre ho cercato di vivere».

«Padre Santo - conclude il Prefetto -, La ringrazio se vorrà accogliere questo mio “farmi in disparte” perché la Chiesa e il suo cammino possa riprendere con decisione guidata allo Spirito di Dio».

La risposta del Papa: Rispetto la sua decisione e accolgo, non senza qualche fatica, le dimissioni

Il Papa risponde a Viganò che «a seguito dei nostri ultimi incontri e dopo aver a lungo riflettuto e attentamente ponderate le motivazioni della sua richiesta a compiere “un passo indietro” nella responsabilità diretta del Dicastero per le comunicazioni, rispetto la sua decisione e accolgo, non senza qualche fatica, le dimissioni da Prefetto». Poi aggiunge: «Le chiedo di proseguire restando presso il Dicastero, nominandola come Assessore per il Dicastero della comunicazione per poter dare il suo contributo umano e professionale al nuovo Prefetto al progetto di riforma voluto dal Consiglio dei Cardinali, da me approvato e regolarmente condiviso. Riforma ormai giunta al tratto conclusivo con l’imminente fusione dell'Osservatore Romano all'interno dell'unico sistema comunicativo della Santa Sede e l’accorpamento della Tipografia Vaticana». E conclude Francesco: «Il grande impegno profuso in questi anni nel nuovo Dicastero con lo stile di disponibile confronto e docilità che ha saputo mostrare tra i collaboratori e con gli organismi della Curia romana ha reso evidente come la riforma della Chiesa non sia anzitutto un problema di organigrammi quanto piuttosto l'acquisizione di uno spirito di servizio».

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